Into the wood

Da circa dieci giorni, da quando sul Fatto Quotidiano ho scritto quel post contro il decreto vaccini, la mia vita è ulteriormente cambiata.

No, non per lo tsunami di mail, messaggi, contatti, inviti che mi si è scaraventato addosso (il cui smaltimento mi ha richiesto una settimana). E nemmeno per l’ennesima, tristissima (e sinceramente inattesa) dimostrazione di come noi occidentali siamo intrinsecamente sudditi delle mostrine che esibiamo sulla giacca. Dopo quel post infatti scrissi:

Se non sei laureato, ti ridicolizzano perché sei uno sciamano.

Se sei laureato, ti ridicolizzano perché non lo sei in medicina.

Se lo sei in medicina… ti radiano dall’albo.

Eccolo qui. E’ il mondo degli esperti, baby. Che, nella sua variante più estrema, si trasforma nella dittatura del Pensiero Unico. O con noi o contro di noi. Finché ci riusciamo, ti delegittimiamo. Se ancora resisti, ti sopprimiamo. E’ il mondo – penosamente occidentale – del determinismo scientifico, il mondo delle lauree appese in ufficio, il mondo della iperspecializzazione, il mondo in cui due più due fa quattrovirgolazeroperiodico. Il mondo in cui premia sapere tutto di pochissimo e niente di tutto il resto. Il mondo a cui ci ha astutamente addestrato la cultura dei lumi, mentre poco per volta ci privava del tempo per guardarci intorno, per sentire e riconoscere la vita in ogni respiro, per stare e parlare con altri, per leggere libri, per intarsiare la nostra spina dorsale e trasformarla… nel nostro totem.

No, niente di tutto questo.

Da dieci giorni, dicevo, sono di nuovo strutturalmente cambiato. Perché, tutte concentrate in questo incredibile mese di maggio, sono successe tante di quelle cose, tutte così importanti (molto importanti), che anche una sola di esse avrebbe sconvolto la vita della persona che ero prima. Ora non voglio (e non posso) elencarle tutte. Ma così, tanto per fissarle nei miei ricordi, le ho scarabocchiate qui sul mio bloc-notes. Sono in tutto sette.

La prima, sia per ordine cronologico che per impatto su tutte le altre, è che sono entrato nel bosco, uscendone probabilmente migliore. Sembravano solo considerazioni neoromantiche, quelle espresse all’indomani di RICERCATI. Sembravano le inevitabili vibrazioni di un’esperienza ideata, progettata e realizzata con Enrico e Michele, proprio per rivelarsi seminale. No. C’era – e c’è – molto di più…

Il bosco è il luogo simbolico – da noi reso accessibile – dell’archetipica identificazione del proto-Sé, del Sé nucleare e del Sé biografico. Di notte nel bosco, se non ci entri per gioco (e come potresti, anche volendo?), sfiori una diversa dimensione del tuo Senso più profondo… qui sopra, su questo chicco di sabbia dell’Universo. Percepisci lentamente che, creando le precondizioni idonee, siamo perfettamente in grado di esplorare profondità di noi rimaste inviolate da secoli. Profondità millenarie, genomiche. Anfratti dell’Istinto in grado di concederti l’illusione – e per qualche fortunato la forza – di poter affermare chi veramente sei e cosa veramente vuoi, nel breve tempo che ti viene concesso da questo starnuto del Fato che chiamiamo vita. Nel bosco scopri che due più due non fa assolutamente quattro, ma qualcosa – o forse molto – di più.

Magicamente nel bosco le cose che realmente vuoi si preconizzano. In qualche caso si manifestano. Sono lì, a portata di mano: ti basta allungarla e afferrarle. Nella sospensione estatica della quotidianità, che solo il bosco può darti, quello che autenticamente sei cominci a diventarlo. Anche qui, ti basta allungare la mano dentro di te e… tirare. Tirare fuori. Fuori dalle zone di comfort. Che poi sono prigioni, come dico sempre.

Il bosco è per definizione il luogo del misteriosamente possibile. Se lo affronti in compagnia di altri Magi – magari al chiaro di luna – è inevitabile udire il vagito di una nuova divinità, anch’essa a portata di mano. Ti basta quindi allungare la mano, stavolta, e donarle qualcosa.

Un’ultima cosa: il bosco – quel bosco – non è per tutti. Pensateci bene, prima di partecipare.

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The soul would say:

yes, I am your pain

but I am also

your peace and you power.

Know always

that I am aware and able.