Una vita sinergica

La sinergia non si ferma alla terra. Non è una moda, non è una strada, non è un tipo di coltivazione, non è un sistema, un approccio, un punto di vista. La sinergia è una rivoluzione.

CIMG5591

La sinergia produce qualcosa di più degli elementi che la compongono, crea valori aggiunti, strade nuove, scava tunnel, gallerie, costruisce ponti, collega sguardi, cuori, mani, intenzioni e sogni.

La sinergia cambia la vita da quella che era a quella che può essere. Fa incontrare, parlare, vedere, confrontare, meravigliare. Se dicessi che la mia terra mi ha insegnato un modo diverso di vivere e di sentire sembrerebbe quanto meno esagerato o, forse, folle.

Da quando le mie mani sono entrate dentro di lei la mia vita è cambiata. Non solo fuori. Dentro. La terra è un’ancora quando vorresti sparire, dissolverti nell’aria. Quando tutto ti sembra in direzione contraria e perfino…inutile. Quando ti sembra di seminare al vento le tue risorse più preziose, quando senti che qualcosa ti taglia la strada e perdi l’equilibrio che avevi ricomposto a fatica.

La sinergia entra dentro di te e guardi in modo diverso quei frutti che raccogli: così brutti, scomposti, ammaccati, neanche degni di uno sguardo, degni solo di essere scartati solo fino a qualche tempo fa, quando facevi la spesa al supermercato senza curarti tanto di cosa mangiavi. D’improvviso sono tesori raccolti da quella miniera generosa che è davanti a te e che ti nutre senza chiederti niente. Frutti preziosi, rari, inaspettati, nascosti e rivelati come doni. Sei anche tu un dono, anche tu prezioso, anche tu unico.

E tutto ti cambia intorno. Perché sei tu che sei cambiato. Tutto quello che diventa improvvisamente bello e tutto quello che diventa irrimediabilmente brutto, sporco, inutile o dannoso, d’un tratto ti appare davanti nella sua chiarezza e nel suo nitore quasi violento.

I quattro principi della sinergia non sono forse applicabili a ciò che mangiamo o che dovremmo mangiare seguendo il ritmo delle stagioni naturali? Non sono forse la stessa cosa che ci dovremmo proporre di applicare ogni volta che crediamo di aver bisogno di qualcosa che non ci serve davvero e che non ci è mai servito e mai ci sarà necessario? Non dovrebbero essere la guida della nostra stessa vita? Delle nostre stesse relazioni? Nulla si spreca in un orto sinergico, tutto ritorna alla sorgente, il cerchio si chiude. La nostra spesa può essere sinergica, i nostri consumi, i nostri acquisti possono esserlo.

Così quando ci alimentiamo è necessaria la sinergia: un modo sinergico di alimentarsi, in relazione con la terra che te l’ha dato. Secondo i suoi equilibri e le sue stagioni, secondo i suoi tempi, cercando le sue vere dimensioni e quantità. Di quanto cibo abbiamo davvero bisogno? Quanto ne accumuliamo addosso? Quanto nei nostri frigoriferi strapieni di cose inutili, fuori stagione, a chilometri mille e più? Quanto cibo strappato, spremuto da una terra esausta, maltrattata e offesa riusciamo a produrre per poi buttarlo perché è troppo?

Quando ci laviamo, ci scaldiamo, ci muoviamo è necessaria la sinergia. Con ciò che significa ogni nostra azione verso la natura che ci nutre e che ci permette di vivere. Ogni singola azione improntata alla sinergia può cambiare il mondo che ci circonda. Fai attenzione a ogni cosa che compri. Quanto di quella cosa ritorna alla terra? Quanto la sporca, la danneggia, la ingombra, la depreda, la violenta. Quanto di quello ci è davvero indispensabile? Quanto di tutto quello ci tornerà indietro come un boomerang?

Così quando siamo con noi stessi è necessaria la sinergia: il rispetto per ciò che siamo e sappiamo di essere, per quello che vorremmo fare e non facciamo mai, per il lavoro che serve davvero, che non danneggia noi stessi, quelli che ci sono vicini e quelli che ci sono lontanissimi, che non distrugge risorse, vite, terre, acqua, uomini, donne, bambini.

Così nell’amore è necessaria la sinergia: rispetta, non calpestare, lascia esprimere, non distruggere, osserva, ascolta, accogli, coopera, lascia crescere.

Così nelle relazioni è necessaria la sinergia: coopera invece di essere in competizione. Con te stesso, per primo. Sorridi e, quasi sempre, avrai sorrisi indietro. Metti insieme buone consociazioni che daranno buoni frutti per te e per gli altri. Abbi il senso del limite perché è quello che dà valore alle cose. Aspetta o prova ad aspettare e goditi l’attesa. Non fare confronti inutili, lascia spazio per la bellezza, valorizza ogni cosa che è bella.

E’ passato un anno da quel giorno. E non sono la stessa di un anno fa. Da quando io e l’orto sinergico ci siamo incontrati. Sono diversa dentro e fuori. Ho imparato che significa la pazienza senza tollerare, la calma per guardare, ho smesso di capire la fretta.

Ho imparato il significato di sporco e di pulito, di ordine e disordine, di grande e di piccolo. Ho imparato la grandezza e la difficoltà del non fare, dell’aspettare, dell’osservare. Ho imparato ad abbassarmi, a chinare la testa di fronte a tanta sapienza, ad essere l’humus di me stessa. Ho imparato a pensare e pensarmi diversamente.

Sono diversa con gli altri, sono più aperta, con meno strutture di cemento armato intorno, più comunicativa, più attenta, meno distratta, più felice di condividere e accogliere. Non sono più la stessa persona. E non lo sarò più.

La sinergia è la rivoluzione. La rivoluzione calma verso l’attenzione, la sapienza, la felicità.

12 risposte a “Una vita sinergica

  1. Cavoli…..quante cose sei riuscita a scovare e analizzare grazie al tuo orto.
    Anch’io un anno fa ho iniziato questo tipo di coltivazione e, pur apprezzando alcuni risultati raggiunti e guardando fiducioso in un miglioramento, non sarei mai riuscito anche solo pensare ad una simile analisi.
    Comunque Marica consentimi di fare un augurio e lo voglio fare a te, a me e a tutti quelli che ci stanno provando: teniamo duro, non illudiamoci e non scoraggiamoci e impariamo ad apprezzare i risultati raggiunti senza forzare troppo i tempi.
    BUON ORTO SINERGICO A TUTTI e, visto che mancano pochi giorni, BUON NATALE.

    • Non lo so, Marco. Ma, di sicuro, ho capito che tra spirito e terra non c’è differenza. Sono la stessa cosa in forma diversa. Almeno questo è quello che si sente quando si entra in quell’orto e si comincia a osservare. E’ una specie di illuminazione, è vero, nel senso che si è accesa una luce su qualcosa che non vedevamo ma c’era…

  2. Leggendo ho incontrato sinergia, oltre a umiltà, saggezza e voglia di condivisione. La terra è bassa, ma tu Marìca voli alto. Low Living High…Flying (solo per questa volta). 🙂

  3. Bello questo scritto! Grazie di averlo condiviso.
    Riporto qua sotto una parte con cui mi sono ritrovato in sintonia:
    “E tutto ti cambia intorno. Perché sei tu che sei cambiato. Tutto quello che diventa improvvisamente bello e tutto quello che diventa irrimediabilmente brutto, sporco, inutile o dannoso, d’un tratto ti appare davanti nella sua chiarezza e nel suo nitore quasi violento.”

    • Mi associo ai complimenti a Marìca. Le avevo scritto che questo era a mio avviso il suo pezzo più intenso, ma poi avevo cancellato il mio stesso commento, non sembrandomi corretto che, tra autori di LLHT, ce la suonassimo e ce la cantassimo da soli. Ma tant’è: è un pezzo stupendo.

    • Sì, penso anch’io, sognatore, che il cambiamento parta proprio da noi. E che possiamo cambiare le condizioni fuori di noi affinché quelle nuove condizioni ci cambino ancora e sviluppino nuovi punti di vista. E’ una bella scoperta…

  4. Se posso aggiungere carissima, direi addirittura che la “sinergia” non è altro che un ritorno ad una origine che abbiamo e che è stata cancellata dalla nostra memoria, perché è come se ci avessero “dipinto sopra” quella che è la mentalità corrente, quella che è la nostra maniera di vedere la vita: lineare, solo in linea retta, solo fatta di scelte e bivvi e mai di “sia questo che quello”.
    La sinergia è la naturale maniera di esistere, di essere, e quando si ha la fortuna di imbattercisi e di avere il coraggio di intraprendere questa strada, si scopre come d’incanto quasi di sapere già cosa fare, di ricordare dai nostri archetipi, qualcosa che è in una memoria ancestrale.
    E avere questa opportunità è una fortuna unica! 🙂

    • Sì, Alessandro… sì, dev’essere proprio per quello che il pensiero nell’orto va spesso a Platone. Come se questo tipo di orto desse origine a una reminiscenza vera e propria. E così profonda…
      Mi piace moltissimo questa idea del ritorno…

Esprimi un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...