Se più bianco non si può

Riflettevo mentre facevo il bucato: in base a cosa pensiamo davvero che un detersivo fatto da noi sia efficace? In base a quanto assomiglia a quello chimico, inquinante e pericoloso che compriamo al supermercato.

 

Cioè: più i suoi effetti si avvicinano agli effetti di quello che non vogliamo più usare più lo considereremo buono ed efficace. Ma che ovvietà, penserà qualcuno. Eppure questa cosa non è così ovvia o almeno così chiara. E anzi mi dimostra che siamo ancora dentro quel “modo”, quel “circuito” da cui pensavamo di essere usciti.

 

PellicanoDobbiamo uscire, invece, proprio da questo modo di pensare. E’ esattamente lì il punto. Non tanto cercare di sostituire quel qualcosa che è dannoso, inquinante e costoso a tutti I livelli con qualcosa che non lo è, quanto cercare di sostituire (o almeno di cambiare) quella dinamica che mi porta a pensare a quegli stessi obiettivi.

 

Per essere più chiara: il mio detersivo fatto da me non elimina tutte le macchie come invece fa il detersivo comprato (con tensioattivi e sequestranti) + additivo + pretrattante + ammorbidente al profumo “naturale” di violetta selvatica e licheni “naturali” biologici e biodinamici certificati.

 

Ergo: beh, questo detersivo fatto da me elimina una catena malefica e distruttiva a livello naturale e umano, non crea spazzatura di tonnellate di plastica, non produce sostanze che uccidono la nostra fauna e flora marina, non inquina le strade per essere trasportato, non prevede sostanze tossiche per essere prodotto.

 

Insomma è una cosa meravigliosa nei principi ma, scusatemi tanto, se non toglie tutte le macchie, non distrugge tutte le agguerritissime colonie batteriche, non mi assicura la sterilizzazione assoluta dei miei calzini, ça va sans dire, non posso proprio usarlo.

 

Pur con tutta la buona volontà. Non si vorrà mica mettere a rischio contaminazione la mia famiglia, la mia casa e magari tutto il pianeta?

 

Quindi quello che mi aspetto dal mio detersivo fatto con acqua e sapone di Marsiglia naturale è esattamente che si comporti come quello chimico. La mia necessità in altre parole non è cambiata. Il mio bisogno non è cambiato. Ho solo cambiato apparentemente e magari solo “per provare” un prodotto. Niente altro che un prodotto sostituito da un altro prodotto.

 

DashE invece è quel tipo di bisogno che deve cambiare. Non ho bisogno di usare un detersivo profumato alla felce bianca del giurassico superiore. Semplicemente perché quel profumo è un’illusione. Non esiste davvero. E’ un’illusione chimica per il nostro naso, falsa, sintetica, pericolosa. Il profumo sta nei fiori e se pensiamo che sia assolutamente fondamentale possiamo raccoglierli, essiccarli e metterli nell’armadio. L’effetto, almeno, sarà reale.

 

Se ho bisogno di un detersivo che elimini tutte le macchie posso cercare di osservare con un altro occhio i miei capi e vedere che, considerato che non lavoro immersa nel fango da mattina a sera, i miei vestiti finiscono in lavatrice quasi sempre poco sporchi. E che con l’acqua, sì semplice acqua e basta, si possono lavare lo stesso e con gli stessi risultati.

 

Se ho seriamente bisogno di aiuto per gli abiti dei miei bimbi che, quelli sì, sono sporchi, macchiati, compromessi, cosa mi ha indotto a pensare che la macchia si debba togliere da sola? Posso farlo io: è sorprendente quanto strofinare, trattare al sapone di marsiglia, spazzolare, risciacquare e stendere al sole (molte macchie sono fotosensibili) possano risolvere.

 

Se ho bisogno di sbiancare non c’è altro da fare che usare uno sbiancante, parliamoci chiaro! Già, ma quello sbiancante è un’illusione ancora una volta. Un’illusione ottica, una specie di vernice che copre tutto e che con I successivi lavaggi si toglierà andando a finire nell’ambiente e facendo riaffiorare tutte quelle dannate macchie.

 

Si può fare molto da noi. Moltissimo. Basta uscire dal circuito dalla base e non dalla cima.

 

Si può decidere perfino, come ho fatto io per i miei figli, di accettare che le loro magliette non siano immacolate. Basta che siano pulite. Pulite davvero e non solo in apparenza. Si può decidere di non accanirsi dando la caccia a questo o a quel prodotto che risolva i nostri minuscoli problemi causandone di enormi e gravissimi per intere future generazioni.

 

Si può fare da soli. E’ possibile, è facile, ci rende più consapevoli e più liberi.

 

Non ho risultati o tutorial da far vedere. Internet ne è pieno e basta cercare e sperimentare. Tutto quello che ho imparato l’ho imparato grazie alla rete.

 

Quello che volevo condividere è, piuttosto, una direzione.

bollicine

7 risposte a “Se più bianco non si può

  1. Ma pensiamo ai capi sporchi sul serio cioè igienicamente compromessi: lì ci vogliono o altissime temperature o un battericida/virucida. Non sempre si è a quei livelli ma a volte (penso a persone malate o a camici e divise da ospedale) serve proprio quello. Poi è normalissimo che faccia male: è quello che vogliamo e qualunque cosa sterilizzi cioè elimini forme di vita sgradite è e deve essere un veleno. Poi c’è il discorso secondo cui ne eliminerebbe solo la gran parte, lasciando prosperare minacce chimicoresistenti e dunque operando una pericolosa selezione naturale dei patogeni più duri a morire. Anche qui occorre un bilancio costo-beneficio (sono ad esempio contrario all’uso dell’amuchina sulle verdure, specie se poi vanno cotte: meglio cuocerle se si hanno dei dubbi oppure usare qualcosa di più leggero). Fin qui però si parla di igiene (e anche di ipocondria). Il pulito non è l’igiene e puoi avere capi lindi e splendenti che attaccano la peste o pantaloni slabbrati e pataccati che però (per circa cinque secondi visto che sono esposti all’ambiente) sono sterili.

    • Sì Marco, sono d’accordo, ci sono senz’altro casi particolari in cui sterilizzare è assolutamente necessario. Mi riferivo, però, al nostro bucato, quello quotidiano e familiare. Questo vale anche per l’igiene della casa e della persona. Se solo ci facessimo qualche domanda, a volte, potremmo iniziare a riconsiderare, rivedere, produrre e magari anche solo a ridurre fino allo stretto indispensabile. Sarebbe già moltissimo se lo facessimo tutti.

  2. Già… Non tolgono più le macchie perché così possiamo andare spasmodicamente alla ricerca di un altro prodotto davvero “risolutivo” perché quello di prima non ci soddisfa più. E il prodotto dev’essere “magico”. Non si concepisce più l’idea di dover strofinare un capo. E’ troppo faticoso, fa perdere tempo. Nella pubblicità, del resto, il messaggio è quello: la magia di qualcosa che si fa da sé. E ci crediamo. Solo che questa magia costa un prezzo che non ci possiamo più permettere in termini di plastica prodotta e irriciclabile, di inquinamento nell’ambiente e sulla nostra stessa pelle per centinaia di anni a venire.

    Un prezzo un po’ caro considerato che è in cambio di niente!

  3. Ovviamente più che d’accordo con Marica! Tra l’altro mia mamma dice sempre che oggi i detersivi non tolgono più le macchie, andava molto meglio la cenere che usavano ai suoi tempi…

  4. Grazie!
    Sono da tempo anch’io in contro corrente da tutto ciò che è “bianco effetto ottico”… che non riguarda solo il bucato, riguarda l’intero modo di vivere…

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