La differenza

E’ bello ma… non ci mangi!

Uhm… sì… ma… è un casino, io non potrei!

Ah sì… interessante ma… io non avrei la pazienza!

Sì, ma… come fai a trovare le cose?

Ah no, guarda, io ho bisogno di ordine mentale!

Devi fare una bella pulizia, qui!

Scusi ma… cos’è questo, esattamente?

Aho’ ma che so’ ‘sti scavi? Che stai a fa’? ‘Na trincea? Ma che sta a scoppia’ na guera?

Ma questo è un labirinto!

Ma così non puoi lavorare la terra!

Io una volta avevo un amico che era un arancione…

Separatore

Questi sono solo alcuni dei commenti delle persone che hanno visto il mio orto. E alcuni mi hanno fatto ridere tantissimo, altri mi hanno fatto riflettere, tutti mi sono piaciuti da morire.

Quindi il mio orto stimola commenti, fa iniziare conversazioni, fa domandare, fa fermare chi passa, incuriosisce chi guarda. Insomma l’orto avvicina le persone e le fa parlare. E la cosa è sorprendente.

Proverò a rispondere a qualcuna di quelle domande o di quelle osservazioni.

Ho iniziato a seminare a marzo. In sette mesi l’orto ha prodotto moltissimo, più di quanto mi aspettassi. Solo nelle ultime tre settimane mi ha regalato quindici chili tra fagiolini (in quantità straordinaria), peperoni, gli ultimi pomodori, cicoria, bieta, zucchine e cetrioli. E siamo a ottobre!

Sono alle prime armi e ho fatto molti errori, non ho usato concimi di alcun genere, aiuti e aiutini vari né per far crescere né per eliminare. Ma la terra dà, generosamente, tutti i frutti che può dare.

Mentre regala ancora i frutti d’estate è già feconda di quelli invernali in un ciclo che si rinnova continuamente. Quindi l’orto sinergico non è solo bello, ma fa mangiare in abbondanza.

Prodotti dell'orto

Riguardo al caos che regna indisturbato, invece, beh… è una realtà. Solo che è così solo per chi guarda da fuori. Entrandoci dentro, si entra subito a farne parte e si diventa orto. Basta sedersi ai bordi dei bancali e si iniziano a vedere cose che da fuori non si vedono. E’ un orto che ti invita ad entrare, a far parte della sinergia, ad osservare, a scoprire e ad aspettare sorprese.

Sulla pulizia poi, il mio orto è davvero pulitissimo e nessuno deve stare attento a toccare di qua o di là perché non ci sono veleni da nessuna parte, tutto si può mangiare anche senza lavarlo prima, non c’è nulla che non abbia prodotto la terra stessa. Le piante spontanee sono anch’esse pulite, qualche volta, magari, solo un po’invadenti.

Il punto di vista di chi dice di non poter avere la pazienza necessaria è molto interessante. Me l’ha detto più di qualcuno ma in realtà l’unica pazienza che ci vuole è quella con se stessi. Per noi che siamo sempre impazienti, che abbiamo fretta, che ragioniamo sempre dallo stesso punto di vista e facciamo fatica a cambiarlo. L’orto sinergico ci fa riappropriare della pazienza non come tolleranza ma come attesa, come rispetto, come silenzio, come lentezza, come attenzione. Alla terra, a noi stessi.

Poi c’è chi crede che questo rapporto con la terra abbia un che di stravagante o di esoterico. Non so se ci sia questo legame con l’orto sinergico. La sensazione che ho io è che, quando sono lì, tra spirito e terra non ci sia differenza, che tra me e un fiore non ci sia differenza, che tra un ragno e un frutto non ci sia differenza, che tra i miei figli e quelli della terra non ci sia differenza perché tra me e lei non c’è differenza.

Che tra il cielo, la terra e noi non ci sia più differenza.

Ingegneria civile e sostenibile

Ingegneria civile e sostenibile

 

4 risposte a “La differenza

  1. Ciao!
    1. 70 metri quadri. Sembra piccolo ma per me che venivo da un balcone di un metro per un metro e mezzo, è grandissimo.
    2. L’ho preso a gennaio e per togliere tutte le erbe spontanee, preparare la terra, i bancali e l’impianto di irrigazione, ci ho messo tre mesi. Non spaventarti, però :-). Ci ho lavorato da sola e nei fine settimana e, in più, ho spesso sbagliato e rifatto. Molti ortisti lavorano in gruppo e fanno tutto in pochi giorni.
    3. Nei manuali non si trovano mai le informazioni che cerchi davvero. E così mi è stato più utile leggere in rete tutte le esperienze di chi l’ha fatto. La teoria è molto diversa dalla pratica.

    Parlando con altri “ortisti sinergici” ci si aiuta moltissimo e si scambiano informazioni. Io, ad esempio, ho trovato molte informazioni su Bionieri.
    il manuale che ti può essere utile è quello di Emilia Hazelip. Se non ce l’hai te lo posso mandare. Inoltre, tutti i video di Raffaella Nencioni che è una vera e propria maestra anche se lei si occupa anche di biodinamica. Li trovi su you tube

    Avevo fatto un piccolo progetto su carta e avevo creato un file con tutte le idee possibili di bancali e di consociazioni ma poi non l’ho mai guardato perché una volta che ci sei dentro ti sembra di sapere cosa fare e l’orto suggerisce man mano che lo fai. Così come per la spirale, ho portato tutto il necessario per calcolare, fare misurazioni e disegni e poi, quando ancora non avevo finito di togliere le spontanee, ho iniziato ad abbozzare il centro della spirale senza misurare niente… E’ venuta lo stesso:-)

    Mi raccomando, quando inizi la spirale, se hai in mente di crearne una, ricordati di lasciarla respirare. Crea una spirale interrotta ogni tot metri in modo da pensare fin da subito ai passaggi. Crearli dopo ti fa lavorare di più. Io, ad esempio, in questo ho sbagliato all’inizio. Me ne sono resa conto a metà lavoro.

    Riguardo, poi, all’impianto di irrigazione, ci ho messo una vita perché nessuno sapeva come farlo su una spirale e in rete ho trovato informazioni solo sui bancali dritti. Poi ho sbagliato e rifatto diverse volte. Adesso sono un’esperta di raccordi dritti e a elle, di gomiti, di tubi preforati e di picchetti. Quello, sì, bisogna progettarlo per bene per comprare il materiale giusto.

    Di qualunque cosa tu abbia bisogno, chiedi. :-), sono felicissima di darti le informazioni di cui hai bisogno.

    Fammi sapere!

    • Grazie mille per le tue risposte!
      Io, purtroppo, non ho a disposizione 70 mq… Penso di poter utilizzare una ventina di mq, pensi sia un problema?

      Anch’io pensavo di cominciare a prepararlo tra Gennaio e Febbraio.

      Per il manuale: mi piacerebbe darci un’occhiata… Tu verrai al corso di bioeconomia al P.E.R.? In caso affermativo potresti portarmelo lì, ci do un’occhiata, senza stare a mandarmelo, naturalmente te lo restituirei subito.

      Mi sembra un’impresa molto bella e naturalmente anche laboriosa, ma questa è la sfida! Poi chissà quante soddisfazioni! 🙂

      Credo che, nel futuro prossimo, dovrò porti molte altre domande… 😀

      • No, non è un problema. Si può fare anche in 20 metri quadri. So di ortisti che addirittura organizzano una piccola parte di orto sinergico nel loro orto tradizionale. Quindi si può fare.
        Il manuale è in pdf e quindi posso mandartelo quando vuoi.
        Sì, al PER ci vengo. Ci vediamo lì!

  2. Ciao Marìca, grazie come sempre per gli articoli belli ed interessanti che scrivi.

    Avrei delle domande molto pratiche da porti, perché – come già ti ho detto – presto voglio cominciare anch’io col mio orto!

    1) Quanto è grande il tuo orto?
    2) In che periodo dell’anno hai iniziato a prepararlo?
    3) Hai dei manuali o delle letture (oltre ai tuoi post naturalmente :-D) da consigliarmi e che tu stessa hai seguito?

    Grazie e buon proseguimento.

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