A colazione col bruco

E’ arrivato il fresco. Aspettavo che si abbassasse la temperatura e, finalmente, l’autunno sembra arrivato. Le cavolaie hanno svolazzato felici nel mio orto fino all’altro giorno. Ci sono i cavoli e loro li sentono bene. Girano e alla fine li trovano. Alcuni cavoli li ho lasciati esposti ma su altri ho puntato tutte le mie energie ed ero curiosa di vedere cosa sarebbe successo.

Li ho piantati a inizio settembre vicino alle piante di pomodoro (queste ultime ancora piuttosto in forma e con molte cose da dire) perché cavolo e pomodoro è una buona consociazione e poi ho lasciato crescere a volontà tutte le erbe spontanee dei bancali. Volevo proteggere le piantine giovani lasciandole sotto di loro. L’erba spontanea è cresciuta moltissimo perché senza tenerla a bada colonizza tutto. I cavoli erano lì sotto piuttosto tranquilli e piccolini, un po’ come in una specie di letargo vegetale.

Alcuni sono stati trovati dalle farfalle che hanno deposto in tutta tranquillità e, alla schiusa delle uova, i piccoli appena nati si sono nutriti ben bene. I piccoli bruchi si trasformeranno in farfalle e si deve sempre tenere presente che le farfalle contribuiscono all’impollinazione e sono importanti. Ho usato un paio di volte l’infuso di aglio e messo foglioline di menta vicino alla pianta. Sembra che la menta e l’aglio tengano lontane le cavolaie ma, evidentemente, le mie sono di bocca buona e non sono troppo schizzinose.

Non ho mai visto larve né uova depositate sotto le foglie. Solo foglie mangiucchiate qua e là.

Alle piantine protette dall’erba spontanea, però, non è andata troppo male e il nascondiglio ha funzionato anche se in alcuni casi la cavolaia è stata abilissima e le ha trovate. Ho iniziato a liberare i cavoli più protetti, quelli che facevo fatica anche io a trovare, quelli che non sono stati toccati. Appena liberati hanno iniziato a crescere a vista d’occhio.

Adesso che i pomodori hanno detto tutto quello che potevano dire e se ne stanno andando taglierò alla radice (senza estirpare perché la radice contribuisce al benessere del bancale creando un’aratura naturale) e lascerò i rami sminuzzati tutti intorno alle piante di cavolo: sembra che rilascino oli essenziali che non piacciono alla cavolaia. Conto anche sul fatto che col fresco se ne vedono molte di meno.

Quanto alle leguminose, i miei fagiolini non smettono di uscire e, al momento ci sono su tutti i bancali a pensare a fissare l’azoto. Tra poco è il momento di pensare a una leguminosa che vada bene per l’inverno (penso alle fave) ma ho visto in giro qualcuno che ha messo le lenticchie e la cosa mi incuriosisce.

E i fiori? Alcuni se ne sono andati e sono già confusi nel suolo, i nasturzi sono scomparsi senza che quasi me ne accorgessi. Le calendule sono andate e, con tutte quelle che c’erano, avrei potuto fare l’oleolito ma non ho avuto il coraggio di raccoglierli.

Sto pensando ai fiori invernali e sto iniziando a guardare i crisantemi con occhi diversi: li ho sempre tenuti a distanza ma, invece, alcuni sono bellissimi.

L’uva: neppure un grappolo nell’orto. E pensare che ho mangiato due grappoli dolcissimi di quella in vaso sul balcone. La rosa che le avevo messo vicino non si è trovata bene e si è ritirata nella terra.

Infine l’amaranto: è lui il principe assoluto. E’ venuto alto, rigoglioso e generosissimo. Le sue foglie sono delicatissime e somigliano agli spinaci ma per i semi sono ancora in attesa mentre le infiorescenze sono già piene di colore…

amaranto

 

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