Ago

Il mio primo libro, Vivere Basso Pensare Alto, è uscito a febbraio dell’anno scorso. Da allora ho partecipato – come organizzatore o come ospite – a una settantina di eventi in giro per l’Italia: corsi, workshop, festival, convegni, seminari… tutti aventi come denominatore comune la ricerca di una diversa dimensione interiore e di una prospettiva nuova, sobria e generativa, con cui guardare al futuro delle nostre comunità di appartenenza. La stella polare del messaggio? Vivere basso e pensare alto, ovviamente: il motto di H. D. Thoreau, padre del trascendentalismo e noto al grande pubblico per il suo ruolo centrale nel celebre film L’attimo fuggente.

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LLHT è partito nel 2012. Nel 2014 c’è stata la scelta che più di ogni altra avrebbe cambiato la mia vita: la decisione di mollare un lavoro che conservavo da quasi quindici anni. Un pavone vanitoso e insensibile, che al posto del piumaggio sfoggiava banconote. Una volta fuori da quel mondo del lavoro falso, manipolativo e dissociante, ho trovato le risposte ai tanti perché che assillano le nostre vite. Un’emancipazione progressiva dalle piccolezze della quotidianità. Una continua ricerca interiore del Senso di questa nostra avventura terrena, ai modi per non sprecarla. E, soprattutto, la scoperta della capacità di comunicare agli altri queste urgenze, difficilissime da riconoscere, ma essenziali al nostro Benessere.

Tanti, tantissimi amici incontrati lungo la strada.

Non posso non partire dai collaboratori di LLHT, la cui impazienza progettuale non smette di iniettare nuova linfa a quella che avverto ormai definitivamente come una missione. Entro il prossimo inverno, grazie ai loro costanti stimoli e alle loro conoscenze, ho la sensazione che potrebbero esserci significative evoluzioni di questo progetto… 😉

Non posso non concludere con gli sguardi e le parole di D. e P., con cui abbiamo pranzato un paio di giorni fa: provenienze e percorsi provvidenzialmente agli antipodi, destinazione sorprendentemente identica. Perché quando, con persone appena conosciute, riesci a tracciare progetti visionari e rotte impensabili su una tovaglietta di carta sgualcita, anteponendo la forza motrice del Sogno al tornaconto personale, sta già succedendo qualcosa di sensazionale, che non puoi decisamente ignorare…

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La cosa che più di tutte mi ha sorpreso in questi anni è l’impressionante numero di realtà che, in tantissimi settori della società civile e intenzionalmente lontano dai riflettori, sono da sempre impegnate nell’opera di (ri)costruzione di un orizzonte condiviso, naturale, a basso impatto. Persone, comunità e organizzazioni che – animate dalla mia stessa ansia di riconcettualizzazione del Presente – immaginano, progettano e… realizzano, quasi sempre combattendo contro l’ostruzionismo della cultura dominante, dei suoi meschini interessi, della sua cronica pochezza.

Ed ecco allora che un pensiero alto, se trascinato dall’ago danzante di una vita bassa, può magicamente diventare il prezioso filo in grado di tessere – connettendole – le relazioni necessarie al ridisegno dei confini di una prospettiva rigenerante. Un ripensamento radicale dei nostri bisogni essenziali: nutrirsi, abitare, curarsi, istruirsi. E aggiungiamo anche bisogni non essenziali, ma certamente importanti: lavorare, finanziarsi, spostarsi. Sono i magnifici sette. Da ripensare alla radice. Perché chi lo sta già facendo da anni – in direzione ostinata e contraria ma con eccellenti risultati – può testimoniare meglio di chiunque altro come la Vita possa beneficiarne.

Ripensare – in una visione armoniosamente organica – l’alimentazione, le soluzioni abitative, la salute, la scolarizzazione, il lavoro, il denaro, la mobilità. E’ qui che andremo. Siatene fiduciosi. Siatene certi. Siateci vicini.

La Crisi è la nostra imperdibile opportunità: non sprechiamola…

5 risposte a “Ago

  1. ciao Andrea, ti ringrazio ancora per la tua testimonianza che è di enorme stimolo per chi, come me, cerca nuovi modelli di “essere” nel mondo. Io sto continuando a ricercare e sperimentare allargando il mio, forzando i confini, aprendo nuove vie ed ogni volta che ci riesco provo una soddisfazione enorme. Non importa quanto sia alto l’ulteriore gradino conquistato, ogni singolo centimetro rappresenta un nuovo soffio che mi sospinge in avanti con maggior leggerezza. Quando ti rendi conto di essere in movimento allora anche le difficoltà del quotidiano perdono il loro potere ricattatorio e si stemperano nel desiderio e nel gusto dell’andare avanti. PERSEVERARE – RIEDUCARSI- MAI SMETTERE DI CERCARE – MAI DARE PER SCONTATO- VOLERSI BENE

  2. Ritrascrivo qui il mio commento al tuo bell’articolo di gennaio “due terzi schiavo” (che invito a rileggere) come mia personale reale testimonianza:

    “Assolutamente vero! Questo articolo dovrebbe essere letto da molti… che ancora non si rendono conto che fanno un lavoro deprimente che non li aiuta certo a vivere meglio ma anzi… Io ci sono già passata qualche anno prima di Andrea e vi posso confermare che è proprio vero… perdere il lavoro (e soprattutto quel lavoro) è stata per me una vera liberazione!!! Non tutti i mali vengono per nuocere, anzi aiutano a disintossicarti e a capire qual’è il vero senso della vita! I conti che ha fatto Andrea sono giusti, ognuno può analizzare la propria situazione e verificare. Io da quando mi sono liberata da quel lavoro, mi sono liberata anche di tante cose superflue e “tossiche” (tra cui l’auto). E vi assicuro che mi sento molto meglio!!! Buona Vita a tutti!”

    A distanza di mesi non posso che confermare ogni singola parola.

      • Oggi mi sembra proprio una giornata particolarmente “ideale” per promuovere il vostro nuovo libro.
        Nel mio prossimo ordine acquisterò una copia da regalare a chi ancora è totalmente “offuscato” da quell’andamento grafico quotidiano…
        Pur non avendo ancora letto il vostro libro, penso di conoscerne abbastanza il suo contenuto.
        Ergo, solo la decrescita ci può salvare!
        Ciao

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