RICERCATI: un percorso di speleologia interiore

La bella intervista di Marìca a Michele V., a Enrico C. e al sottoscritto sul progetto RICERCATI, destinata al suo blog Viveressenza, al quotidiano online il Cambiamento e naturalmente a LLHT.

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Circare… Circum… Attorno, come di chi girando in cerchio vuole cercare qualcosa. Poi cercare…

Cercare e cerchio hanno, dunque, la stessa etimologia. Chi cerca ha smarrito qualcosa di cui ha bisogno o che profondamente desidera. Ma è come se la parola in sé contenesse l’inizio e la fine di quello slancio che nel cerchio si ritrova e si rinnova in ogni suo punto. Ricercarsi, quindi, non solo cercarsi.

Ricércati è l’opportunità di un viaggio sulle nostre tracce interiori dove tempo, spazio e silenzio sono i doni ritrovati e necessari per il contatto e l’ascolto di noi stessi, dell’altro e della natura che ci circonda. Ricercàti, invece, sono coloro che sfuggono a quelle leggi che non concepiscono sensibilità e fragilità come sostanza dell’umanità. Ma ricercàto è anche ciò che ha valore, ciò che è scelto con cura, tempo ed estrema attenzione.

I sentieri del bosco notturno illuminati dalla luna piena sono il luogo dove smarrirsi con coraggio e riscoprire sensi assopiti, dimenticati, messi da parte, dove sentire e risuonare con le voci della natura. Il cerchio del Council è il luogo dell’ascolto e dell’attenzione a se stessi attraverso l’altro. Le conversazioni sono riflessioni sulla nostra necessità di sentirci liberi e su come dare materia ai nostri sogni.

RICERCATI è un’opportunità di riscoperta delle strade e degli orizzonti che ci conducono a ciò che autenticamente siamo o desideriamo essere.

Ne parliamo con Andrea Strozzi, Enrico Chiari e Michele Vanzini.

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Una celebre esperienza di ricerca… finita male.

Cos’è Ricercati?

Andrea: RICERCATI è un’esperienza di speleologia interiore. E’ una cordata di esploratori guidata da tre persone che molto semplicemente si sono già cimentate in questa discesa interiore, potendone testimoniare l’utilità.

Enrico: Mi pare che, anche se viviamo quasi sempre nello stesso luogo, assomigliamo a dei viandanti. Percorriamo un viaggio che è davvero una ricerca. Ricerca di noi stessi, di quelle nostre parti che abbiamo dimenticato o che non abbiamo riconosciuto o che non abbiamo ancora incontrato.

Michele: Credo sia una opportunità. una possibilità di regalarsi del tempo e dello spazio, che sono bisogni indispensabili per ricercare senso a quel che si fa e a quel che si è. Il tutto con un elemento che oggi è un vero e proprio lusso: il silenzio.

Perché se ne sentiva il bisogno?

A: Non so se anche altri ne sentano il bisogno. Noi, molto umilmente, lo sentivamo. Ci siamo messi in discussione senza troppi fronzoli: un elmetto in testa, una torcia, qualche moschettone e… giù. Ognuno a suo modo, come dico sempre. Se saremo stati sinceri con noi stessi, una volta usciti dalla grotta ci potremmo scoprire differenti rispetto a quando ci siamo calati…

E: Perché, in un’atmosfera di disconnessione galoppante, c’è bisogno come l’ossigeno di creare le condizioni per stare “a contatto”. Non solo con le nostre voci interiori, ma soprattutto con gli altri esseri umani e con la natura che ci circonda.

M: Non lo so sinceramente. A volte, come dicono alcuni cantautori della vecchia scuola, tu sei lì e una canzone arriva da lontano ad usarti per essere espressa.

Dov’è l’accento? E perché questo nome?

A: Noi stessi facciamo fatica a pronunciare il nome dell’iniziativa. Per RICERCATI infatti l’accento è tutto. Se lo metti sulla E, sei un esploratore, o meglio, sei uno speleologo di te stesso. Se lo metti sulla A, sei un galeotto, uno a cui potrebbe non piacere quello che sta cercando o che, se sarà stato bravo a trovarlo, potrebbe da lì in poi ritrovarsi una taglia sulla propria testa…

E: Io l’accento lo metto sulla “E”, senza pensarci. Perché appunto mi sento un viandante, non ancora un ricercàto. Quello che mi affascina è proprio questo: leggendo la stessa parola, tu e io possiamo mettere l’accento su punti diversi. Ma, ad ogni modo, la pronunciamo con “quella voce” che viene da dentro.

M: Siamo ricercati dalla legge. Legge che concepisce poco o nulla le sensibilità, le fragilità, il silenzio, l’ascolto, umiltà, l’autenticità. Rivendichiamo un diritto mite ad essere fuori legge, dissonanti. Sicuramente umani.

Cercarsi non può essere un grande inganno? Non dovremmo invece che cercarci da qualche parte, imparare a costruirci?

A: L’inganno sarebbe cercarci dove siamo già. Sarebbe in questo caso una ricerca posticcia, finalizzata a confermare l’idea che di noi già abbiamo. La nostra intraprendenza, così come quella dei partecipanti, dovrà invece spingerci a cercarci dove non c’è… alcuna traccia di noi. Solo così potrà essere una ricerca autentica, per certi aspetti spietata, certamente seminale. Perché sarà condotta in zone inesplorate. Sperimenteremo noi stessi, nel corpo e nella mente, in condizioni piuttosto inusuali. Già questo dovrebbe aiutarci a rivolgere a noi stessi le domande giuste.

E: Entrambi i verbi stanno bene insieme. Cioè, per costruirci dobbiamo cercarci. E soprattutto dobbiamo iniziare a farci le domande che non ci siamo ancora fatti. Domande nuove, diverse. Quelle che fanno paura. Quelle per cui pensiamo (probabilmente sbagliando) di non avere risposta. Quelle che tolgono la polvere dalle convinzioni errate.

M: Ritengo si costruisca non così tanto in realtà. Credo in tal caso valga la teoria della ghianda. Dentro alle ghianda c’è tutto l’albero, occorre cercare acqua, vento e terra buona:  altrimenti la ghianda non diverrà. Il seme cerca nel vento poi nella terra, infine si spinge verso il cielo. Si costruisce cercando.

Dove e quando si terrà il primo evento?

In un agriturismo immerso tra faggete ed abetaie alle falde del Cimone, in provincia di Modena.

Come sarà strutturato?

Cominceremo nel primissimo pomeriggio di sabato, lavoreremo fino all’ora di cena, ceneremo davanti al camino e, quando cala la notte, ci svestiremo dei nostri panni ordinari e entreremo nel bosco. Avremo con noi qualche torcia, certo. Ma una delle particolarità di RICERCATI è di essere previsto solo nelle notti di plenilunio, in modo che potremo farci illuminare naturalmente dal nostro satellite. Servirà un po’ di coraggio, certo. Ma sperimenteremo anche come, in un gruppo che ha le nostre stesse paure, essere coraggiosi può risultare più facile. E un gruppo intorno a noi, anche se qualche volta latente, lo abbiamo sempre.

Pernotteremo in agriturismo e la domenica mattina ci saranno altri lavori di gruppo e un cerchio conclusivo. L’incontro terminerà col pranzo della domenica, in modo da lasciare il tempo per rincasare a chi venisse da più lontano.

Da chi è stato organizzato?

Da Andrea Strozzi, downshifter e fondatore del progetto divulgativo LLHT, da Enrico Chiari, facilitatore specializzato nel Way of Council, e da Michele Vanzini, psicoterapeuta con specializzazione da ipnotista che, ritenendo da sempre fondamentale nel suo lavoro un percorso di riavvicinamento delle persone alla Natura, già le porta regolarmente a conversare nel bosco.

Ci sono ancora posti liberi? Se no, vi saranno altri incontri?

A: Quella dei posti liberi è una questione delicata. Nel senso che, già mentre progettavamo questa esperienza, noi per primi ci rendevamo conto della sua capacità polarizzante. I fatti ci hanno puntualmente dato ragione: prima ancora di promuovere l’iniziativa sui nostri canali social, ma limitandoci a mandare qualche mailing-list agli amici e ai partecipanti dei precedenti workshop, in soli cinque giorni abbiamo fatto il sold-out! E ci sono già altre persone in lista d’attesa. Ovvio che, dopo tutto questo entusiasmo, è inevitabile che procederemo con nuove edizioni, anche perché si sono già fatte avanti diverse strutture (Friuli, Emilia, Umbria e Toscana) per ospitare RICERCATI. L’idea è pertanto di portarlo in giro per l’Italia. Unico requisito, la presenza di un bosco nelle vicinanze e una notte di luna piena.

E: RICERCATI è come una pianta. Un ortaggio. Non si può pensare che cresca in due secondi. E non si può pensare che, una volta matura, sfami un villaggio. RICERCATI è un’esplorazione lenta, affascinante, sorprendente, anche commovente. Emerge ciclicamente e, ogni volta, per un numero limitato di persone. E in questo assomiglia a una funivia.

M: I posti liberi per RICERCATI cercheremo sempre di farli esistere, anche solo per continuare a ricercare noi stessi.

Quanto dura?

Dura due mezze giornate: dal primo pomeriggio di sabato al primo pomeriggio di domenica, per consentire anche a chi viene da più lontano di raggiungerci senza dover fare i salti mortali.

Chi può partecipare?

A: Tutte le persone che ritengono di avere ancora qualche domanda da porsi.

E: RICERCATI è un’esperienza pensata per chi “ha cuore”. Che poi significa coraggio. Coraggio di esplorare un sentiero senza tracce, di farsi una domanda nuova, di ricordarsi che suono ha il silenzio.

M: Tutti esclusi: piromani, bracconieri, e ladri di nuvole. Ma in particolare si rivolge a: persone che si presentano di persona, simpaticoni, non primi della classe, girovaghi, poeti sconosciuti, donne con la d maiuscola, adulti non al traguardo, gente che sogna di volare.

Quanto costa e dove trovare informazioni?

Il costo dipende dalla struttura ospitante e dalla complessità organizzativa. La prima edizione è stata lanciata al prezzo di 140€ ed è comprensivo di tutto: spuntino e cena di sabato, pernottamento, colazione e pranzo di domenica, escursione notturna e momenti formativi con noi tre testimoni. Tutte le info si trovano comunque sul sito RICERCATI. Per chi fosse interessato a aderire a una prossima edizione di RICERCATI, o per essere informati su quando verrà nella propria zona, è stato creato questo form.

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La prima edizione si terrà a Fanano (MO) il 13-14 maggio prossimi e ha già fatto il sold-out, ma ne verrà quasi certamente programmata un’altra a Modena entro la fine dell’anno. Siamo comunque disponibili a esportare l’esperienza presso qualsiasi struttura che ne faccia richiesta. Unico requisito: la presenza nelle vicinanze di un bosco.