Sul filo

Seguire ciò che si sente è sempre la cosa migliore, perché di solito è là che si trovano molta forza e verità.

Philippe Petit

Stavolta è grossa. E sarebbe un peccato lasciarla svanire così, senza fermarla. Sto parlando dell’impazienza.

Abbiamo costruito qualcosa di nuovo. Che non credo si sia mai visto in giro. Lo abbiamo accarezzato con idee apparentemente bizzarre, convincendoci reciprocamente che avrebbero funzionato. RICERCATI è un’esperienza carica di significati simbolici. Molti più di quelli che appaiono ad una frettolosa lettura del programma.

Ieri e oggi sono due giorni meravigliosamente frenetici. Le idee zampillano sui nostri telefoni. Le dobbiamo quasi gerarchizzare per grado di fattibilità, vista la loro quantità e originalità. Le trascrivo sul mio taccuino nero, ormai convinto che avremo moltissime nuove occasioni per sperimentarle tutte.

Gli indicatori ci sono già. Messaggi, mail, alcune telefonate (sempre più rare ed evanescenti, in questa civiltà digitalizzata che parla senza ascoltare). Segnali da parte dei partecipanti, ma soprattutto degli spettatori. Il campo energetico di RICERCATI è qualcosa di affascinante e inesplorato. Almeno per me. E questo mi rende un partecipante, prima ancora che un progettista. Mi trasmette quella paura che abbiamo disimparato ad amare, così fondamentale per ogni nostro successo…

Come ho detto nell’intervista a TRC, il successo non è vincere alla lotteria, ma è innanzitutto un… participio passato: fare succedere le cose che ci fanno stare bene, questo è il successo.

In questo senso, RICERCATI è già un successo. Per questo sentivo il dovere – per Enrico e per Michele, oltre che naturalmente per me – compagni di viaggio di questa incredibile avventura, di cristallizzare la nostra estatica impazienza in queste poche righe. Che ricordassero a noi e a tutti come ci sentivamo in queste ore di vigilia.

Qualcuno dirà: Datevi una regolata! 😉

Con un sorriso, rispondo: No che non ce la diamo, stavolta! E’ tutta la vita – quella là fuori almeno – che da mattina a sera ci dicono di darci delle regolate. Stavolta no. Abbiamo combattuto e ottenuto (Dio sa quanto!). Finalmente abbiamo l’occasione per sprigionare le nostre migliori energie verso qualcosa in cui crediamo fino nel midollo. Qualcosa di nostro e di tutti. Qualcosa di essenziale non solo per noi. Qualcosa che polarizza le energie di tanti altri esploratori. Persone che si fanno contaminare, che accolgono, che si accorgono… quanto sia oggi rivoluzionario dedicare il proprio tempo al nostro patrimonio più grande: il nostro cuore.

Solo un promemoria: si chiama RICERCATI, non si chiama RITROVATI. Lo scopo non è mai arrivare. Mai. Ne parlai qui. Il 7 agosto 1974, dopo aver percorso quel filo teso tra le due Torri Gemelle ed essere quasi arrivato a destinazione, Philippe Petit non ci ha pensato un attimo ed è subito tornato indietro. A un certo punto, su quel filo si è persino sdraiato…

Quando cominci, non scendi più.