Progetto “Portobello”

Indipendentemente da come si svilupperà, e al di là degli obiettivi che riuscirà effettivamente a raggiungere, questo progetto, incarnando alla perfezione la filosofia di LLHT, merita la massima diffusione possibile. Complimenti agli ideatori di Portobello, a ciascuno dei collaboratori e… in bocca al lupo!

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PortobelloCos’è Portobello? Portobello è un emporio sociale contro la crisi: questo, in sintesi, l’obiettivo di “Portobello”, la risposta concreta del volontariato modenese ai bisogni delle famiglie in difficoltà. È come un supermarket perché si fa la spesa, però non si paga in euro ma con dei punti caricati sulla tessera. I punti vengono inseriti in base alle indicazioni dei Servizi sociali del comune di Modena. Questi gli obiettivi che vogliamo raggiungere assieme:

  • Creare un luogo il piu rispettoso possibile della dignità delle persone, per la raccolta e la distribuzione di beni di prima necessità.
  • Mettere in rete i diversi soggetti che già lavorano per contrastare la povertà, attraverso un progetto di comunità.
  • Coinvolgere il territorio, le imprese, i cittadini per sostenere Portobello con il proprio lavoro gratuito, le donazioni economiche o di prodotti senza le quali non si potrebbe andare avanti.

7 risposte a “Progetto “Portobello”

  1. Mi sembra un progetto bellissimo…

    Io da un po’ di tempo ho un sogno ma chissà se riesco a realizzarlo… Mi piacerebbe fare un Mercadono… Proprio qui in città, nel quartiere… Sai, un luogo dove tutti possono prendere un oggetto di cui hanno bisogno e poi riportarlo. Senza soldi. Quando hai qualcosa che non usi o non ti serve più la porti e la metti a disposizione di chi ne ha bisogno. La stessa cosa fai quando hai bisogno di qualcosa: dall’ago per cucire al trapano, ai vestiti per i bambini… Tutto.

    Le persone a cui ne parlo mi dicono che non funzionerebbe mai e col senso civico che c’è da queste parti la gente finirebbe per accaparrarsi tutto senza mai dare nulla…

    E invece secondo me non sarebbe così. Io credo che, invece, la gratuità e il dono alla lunga possano disarmare chiunque, anche chi si avvicina diffidente. Sarebbe una cosa bella, utile e importante che darebbe la possibilità a chiunque di essere utile agli altri ricavandone un grandissimo beneficio in termini non solo materiali ma di piacere, soddisfazione, autostima, felicità…

    • E’ un progetto… perfetto! Non trovo altri aggettivi per descriverlo.
      L’ho conosciuto, quasi per caso, stamattina mentre ero in autobus. Li ho subito contattati, offrendo loro la mia disponibilità a realizzare un sito internet e/o supporto di altro tipo (sono ancora in attesa di una risposta, ma sono certo che non tarderà).
      Iniziative come questa sono un esempio per tutti: al di là delle parole, dei concetti, delle intenzioni… credo che ognuno debba contribuire a realizzare una società migliore, valorizzando al massimo le proprie attitudini e capacità.
      Il tempo comincia a scarseggiare: la “vita low”, come dico spesso, sarà una condizione a cui – presto o tardi – tutti dovremo abituarci, più nolenti che volenti. Portobello è una risposta.
      Una risposta, aggiungo, impreziosita da tre caratteristiche fondamentali:
      • è costruttiva (non è assistenziale, ma i punti per comprarsi i beni primari vanno ottenuti prestando un servizio, in base alle proprie caratteristiche);
      • è comunitaria (ridisegna i perimetri della comunità, ricompattandola);
      • è salvifica (aiuta a non farsi travolgere dallo tsunami, quello vero…).

      Rinnovo le congratulazioni (e la disponibilità ad aiutarli) agli amici di Portobello!

      Quanto alla tua idea, Marica, credo che il Mercadono potrebbe invece funzionare. So che ci sono state (e ci sono tutt’ora) iniziative analoghe sparse in Italia. Mi viene in mente il progetto ScambioTutto (terminato) e il più recente Zerorelativo: se li cerchi su Google, troverai informazioni interessanti. La mia personalissima sensazione è che il successo di queste iniziative sia indissolubilmente legato alla loro “scala”: se vengono infatti proposte su dimensione “comunitaria” (dove il controllo sui beneficiari può risultare più agevole, per evitare effetti di accaparramento…) credo sia più facile che possano riuscire; se invece hanno ambizioni troppo estese, temo che il rischio di fallimento sia dietro l’angolo.
      E’ in sostanza una forma di solidarietà locale, quasi a livello rionale (come giustamente dici): l’effetto potrebbe non essere immediato, ma una delle possibili risultanti (la principale, a mio avviso) è di medio-lungo termine, ed è quella cioè di trasmettere concretamente a tutti la certezza che la società stia effettivamente cambiando. Che ogni cittadino si sta cioè mettendo a disposizione di un altro cittadino!
      E’ essenzialmente questa la “vita low” che anch’io continuamente sponsorizzo. Sono tanti, i progetti in questo senso. Ognuno con sfumature diverse (penso alle transition-towns, all’arcipelago Scec, ai Bilanci di Giustizia… l’elenco è lunghissimo). Sono tanti, dicevo, e spesso scoordinati fra loro. Ma… non saranno comunque mai troppi! Il messaggio, infatti, deve essere univoco: invertire la rotta.
      Ciao.

      • Salve, questi fini sono simili a quelli che da tempo mettono in campo tutte le Banche del tempo, anche se in modo differente in quanto si scambia tempo x tempo e quindi servizi di tutte le estrazioni sociali a titolo gratuito azzerando le professionalità e rendendole tutte uguali.

        Io sono l’ideatore , il realizzatore di una di queste Banche, è stata fondata a Dicembre 2012 e si chiama BANCA DEL TEMPO HIMERENSE di termini Imerese in Provincia di Palermo, ci occupiano di tante iniziative tra le quali: lo SMISTAUSATO che in pratica costituisce nel fare un servizio di SBARAZZO o SVUOTAMENTO di cantine, magazzini, soppalchi etc di tutti quegli oggetti che non vengono più utilizzati dalle famiglie e che altrimenti sarebbero conferiti nei contenitori della spazzatura.

        Con questo sistema , tutti gli oggetti recuperati vengono rimessi a nuovo ed a disposizione di tutti i soci della stessa BANCA portanto in cambio qualche altro oggetto e prendendosi quello che gli serve.

        Con delle convenzioni fatte con le scuole elementari, medie e superiori della mia città abbiamo iniziato a fare gli ORTI COMUNI negli appezzamenti di terreno disponibili delle stesse scuole per coltivare, fiori, piante aromatiche, verdure, ortaggi di tutti i tipi, fragole e piccoli frutti.

        Queste ed altre iniziative stiamo portando avanti anche con la collaborazione dell’amministrazione comunale.

        I miei riferimenti, per chi mi volesse contattare sono:

        e-mail: galbolib@tin.it
        cellulare: 347 187 1932

        • Ciao Liborio,
          grazie del tuo prezioso contributo. Leggendo stasera in autobus le tue parole, mentre rientravo, in mezzo a tanti pendolari snervati, con gli occhi pensierosi, bassi (se non, in molti casi, vuoti) riflettevo su un paio di cose:
          • E’ solo grazie alle tante persone come te che questa Italia, povera, malconcia e disorientata, trova ancora le energie per andare avanti!
          • Conosco la tua struttura e considero la Banca del Tempo un’iniziativa nobile e splendida, che si fa beffe delle logiche perverse con cui questa società pretende di e-ducare le nuove generazioni, puntando invece tutto su un vero, costruttivo e disinteressato spirito di comunità.
          • La terza e ultima cosa a cui pensavo, prima di scendere, era che in fondo tutte queste associazioni e questi organismi – unicamente animati da quello spirito di solidarietà comunitaria che potrà tirarci fuori dalle sabbie mobili – sono purtroppo privi di un coordinamento solido che, nella loro organicità, dia loro visibilità e sostegno…

          Tempo fa scrissi un articolo (che però, considerandolo prematuro, ho poi subito rimosso) in cui provavo a mappare la pluralità delle associazioni e degli organismi che, accomunati da una concezione della vita che io, per semplicità, ho voluto qualificare come “low”, si danno da fare – da anni – per iniettare nella società civile una concezione dell’esistenza più autentica e genuina.
          Chissà, magari dopo questo tuo intervento troverò di nuovo la voglia di riprenderlo in mano e sottoporlo all’attenzione di voi lettori/benefattori…

          Ciao e ancora grazie!

        • Grazie del tuo sincero e graditissimo commento-complimento, mi fa onore sentire da un “POLENTONE” che di solito definisce un siciliano come me TERRONE, questi bellizzimi apprezzamenti positivi sulle attività che svolgiamo con la BANCA DEL TEMPO HIMERENSE, ti invito a venirci a trovare, quando vuoi ed hai tempo libero da dedicare ad una salutare vacanza in Sicilia, per venire e verificare di presenza tutte le iniziative che portiamo avanti con tanta passione e collaborazione di gruppo.
          Se deciderai di venire, sarai nostro gradito ospite ed avrai l’alloggio ed anche il vitto gratuito, ti chiederemo semplicemente di fare la medesima cosa tu, nel caso in cui qualcuno dei soci della nostra BANCA DEL TEMPO HIMERENSE abbia il desiderio di venire dalla Vostre parti, se ti fa piacere mi puoi contattare domani dalle 9, in poi al mio numero di cellulare cellulare 3471871932 per scambiarci le reciproche esperienze ed impressioni sulle iniziativa che stiamo portando avanti.
          Un fraterno abbraccio dalla bella Sicilia
          Librio Galbo.

        • Ottimo, lo terrò presente. Grazie. In Sicilia sono stato solo una volta, tanti anni fa, e… chissà che non sia l’occasione per tornarci e conoscerci di persona!

          Ne approfitto per invitare tutti i lettori di LLHT a fare una puntatina, se non in Sicilia, almeno sul vostro sito ( Banca del Tempo Himerense ), dal quale si può capire benissimo il tenore del vostro impegno. Oppure, anche sul sito del coordinamento nazionale delle Banche del Tempo, a cui mi propongo di dare, a brevissimo, il giusto risalto.

          Ribadisco la mia intenzione a prendere in mano quel tema del post “cancellato” a cui accennavo prima, se non altro perché credo possa aiutare tante persone a farsi un’idea molto pragmatica di quanto sia estesa la galassia delle associazioni che, direttamente o indirettamente, si ispirano a quella che io definisco “vita low”. E, di conseguenza, quali siano le opportunità.
          Nessuno (io per primo) può ovviamente conoscere tutto e tutti, ma credo che un punto di raccordo (equidistante) fra tante iniziative concrete possa comunque rivelarsi utile. Ciao.

        • Condivido tutto e sono disponibile con la mia associazione BANCA DEL TEMPO HIMERENSE ad iniziare un percorso di collaborazione a 360 finalizzato al raggiungimento degli scopi che ci prefiggiamo di mettere in campo e che stiamo portando avanti con grande impegno e abnegazione.
          Resto a totale disposizione di chiunque abbia voglia e volontà di impegnarsi e metterci la FACCIA per agevolare queste iniziativa di alto impatto sociale.

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