Un anno di LLHT

Ogni tanto, è giusto celebrarsi. Oggi, LLHT compie il suo primo anno di vita.

Un sito nuovo, sotto certi aspetti scomodo, per qualcuno forse anche un po’ indigesto, che ha cominciato, esattamente un anno fa, a proporre temi che non si leggono sui giornali, di cui non si parla nei luoghi di lavoro e ai quali, per non rovinarsi la giornata, vengono spesso preferiti discorsi più “leggeri”.

Eppure, purtroppo, i tempi che stiamo attraversando sono invece piuttosto “pesanti”. Tempi che richiedono un approfondimento non banale e che, sempre più spesso, ci costringono a un confronto con chiavi d’interpretazione della realtà che non si trovano su… Novella Duemila (per fortuna!).

Come qualcuno di voi forse ricorda, LLHT è nato quasi per caso, a causa di una malattia che, nel settembre del 2012, mi ha tenuto a letto per quasi un mese. Circa una settimana prima, poiché mia moglie mi aveva regalato un corso di WordPress online, avevo creato una pagina web in cui sintetizzavo, aggiungendo alcune mie considerazioni, un articolo che avevo appena letto sullo shale-gas. Più che altro, lo avevo fatto per acquisire dimestichezza con questo nuovo “giochino”. Ma senza troppe pretese ulteriori. Poi, come dicevo, quella polmonite. I nostri guai fisici sono sempre un segnale da non sottovalutare, in quanto rappresentano sempre un messaggio che il nostro corpo ci lancia: e così, se siamo capaci di ascoltarle, quelle metamorfosi del nostro organismo, che avvengono cioè dentro di noi, possono persino preludere al cambiamento di qualcosa anche fuori.

Così, mosso come da un istinto quasi ingovernabile, ho costruito questa “parete”. I mattoni erano rappresentati da anni di riflessioni, di letture, di convinzioni, di esperienze dirette e indirette, di scelte inusuali e, per qualcuno, inammissibili. Il filo a piombo era la certezza che questo nostro stile di vita postmoderno – individuale e collettivo – non avrebbe potuto continuare. Il legante erano le mie passioni di sempre: la Sociologia, l’Economia e la Decrescita. Perché non mettere le prime due al servizio della terza? mi sono chiesto.

Perché non provare ad affidare il dibattito sulla Decrescita – ormai divenuto contingente (anche se, per molte persone, ancora troppo inconsistente) – a considerazioni più oggettive e, come dico a volte, “meta-emotive”?

Così ho fatto. E, facendolo, LLHT ha acquisito sostanza e forma. Un solo imperativo categorico: l’autenticità. E, per rispettare quest’obbligo etico, occorreva evitare la diffusione massiva: niente Facebook, niente mailing-list virali, niente social-network. Solo un sano, autenticissimo “passaparola”. Più, ovviamente, tanti contenuti di qualità. Almeno, così mi auguro!

Tutto quello che potrei dirvi in aggiunta ora è già stato scritto, appunto, un anno fa… qui. Sono orgoglioso di aver pienamente rispettato i miei propositi iniziali. O, almeno, di averci provato: il giudizio, naturalmente, spetta ai tanti amici che, strada facendo, si sono avvicinati a LLHT. Amici che, come non mi stancherò mai di ripetere, costituiscono – almeno per me – una pregiatissima élite, sia per i contenuti che per la vicinanza che hanno saputo esprimere.

E ora, prima che dai vostri display o monitor cominci a fuoriuscire qualche rivolo di… miele ;-), affido il resto della mia soddisfazione – come è mio solito fare – alla voce dei… numeri. Che, di solito, non tradiscono.

In un anno:

  • Quasi 30 mila visite (delle quali, oltre mille dagli USA)
  • 66 articoli pubblicati (più qualche altro rimasto, per ora, nell’hard-disk)
  • 153 follower (compresi gli amici arrivati da Twitter, che uso per annunciare i nuovi post)
  • 626 commenti approvati (su 626 ricevuti)
  • Diffusione territoriale in 65 Paesi
  • 4 offerte di inserzione di banner pubblicitari (tutte gentilmente declinate)
  • Tutti questi indicatori presentano un trend di crescita lenta ma costante (come piace a me)
  • Un nuovo collaboratore: Filippo, che sta aiutandomi – oltre che con il suo entusiasmo – nella manutenzione di alcune pagine.

A tutti voi, grazie di cuore

Andrea                             

World diffusion

Diffusione territoriale di LLHT (l’intensità del colore esprime la frequenza di visita)

SeparatoreColgo infine l’occasione per annunciare che l’obiettivo di LLHT per il prossimo anno sarà quello di aprirsi sempre più direttamente alle testimonianze dei lettori e – se tecnicamente fattibile (devo approfondire) – isolare magari alcune sezioni tematiche del sito, per affidarle autonomamente a chi voglia affiancarmi nella sua manutenzione. In questo caso, cominciate a farvi avanti!!!

E poi, ma questa me la tengo scaramanticamente per me ancora un po’, ci sarà (ci dovrà essere, anzi) anche un’altra novità…

Ciao!

16 risposte a “Un anno di LLHT

  1. ciao Andrea, so che preferisci critiche costruttive o commenti che stimolino una riflessione, un dibattito… e quindi ti chiedo scusa per farti solo degli “sterili” complimenti…. 🙂 davvero un ottimo blog che tratta argomenti molto interessanti e in un modo innovativo! complimenti ancora e continua così!

    • Grazie, Roberto.
      Ci conosciamo ormai da più trent’anni e, per fortuna, questo mi consente di apprezzare fino in fondo la sincerità delle tue parole e lo spirito del tuo incoraggiamento. Ne ho bisogno, sai…

  2. Felice compleanno Andrea… veramente già un anno ma non lo dimostra…mi ricordo che quando sono arrivata qui la prima volta…meno di un anno fa…forse ottobre o novembre, le visite erano neanche 8.000… E’ bello, come ti ho detto tante volte, che ci sia un posto come questo…

    : – )

  3. Al momento forse sono troppo poco low e poco high, i tuoi, vostri, argomenti mi intrigano ma sarò alla vostra altezza? Economia? Sociologia? Li seguo con interesse e passione. Sono un convinto sostenitore del “common low” anche in un ordinamento giuridico come il nostro che ha bisogno d’essere svecchiato, rimodernato, adeguato alle mutate esigenze di una società in evoluzione, costretta fra norme obsolete nello stesso momento in cui vengono alla luce …

    • Quale “altezza”? Se non si “vola basso” qui, dove lo si fa?
      Vai tranquillo Alessandro: qui si parla di qualsiasi cosa, senza termini di paragone né in altezza, né in estensione! Come dico sempre, su LLHT contano solo due cose: autenticità e qualità. Ma l’onere è mio, non certo dei lettori! 😉
      Ciao

  4. Le cifre dimostrano, che sei condannato a continuare per il bene dell’Umanità…

    Vai così, Andrea! Un passo alla volta, piano piano, si arriva dove le energie e i propri bisogni fanno arrivare, senza gonfiarsi come dei rosponi capaci solo di seguire le teorie neo-liberiste.

    Buon lavoro e spero che anche la rivista che ti ho mandato qualche tempo fa, ti abbia dato qualche ulteriore, interessante spunto.

    • …in realtà, “Alberto Rizzi” è lo pseudonimo che ho creato e che uso io stesso, per farmi ogni tanto queste iniezioni di autostima! 😉

      Scherzi a parte, grazie Alberto!
      Ma… non esagerare, che poi rischio davvero di prendermi troppo sul serio!
      Ciao

  5. PPS
    Mi piacerebbe, se vuoi, collaborare senza impegno e in punta di piedi con piccole recensioni su libri le cui parole spesso incrociano quelle di llht. Che ne dici?
    Francesca

  6. Felice di averti seguita fin qui.
    Grazie,
    Francesca
    PS
    Ottima l’idea di un piccolo spazio per chi ha messo in pratica alcune (molte?!) convinzioni e ne ha ottenuto nutrimento.

    • Grazie, Francesca!
      Per certi aspetti, sentivo che i tuoi auguri sarebbero arrivati. Sai perché? Perché, in conclusione del mio post “celebrativo”, avevo riflettuto se riportare anche le considerazioni e i pensieri più belli e toccanti che, durante questo primo anno, avevo ricevuto. E, senza bisogno che ti dica quale (lo sai già…), al primo posto c’era proprio un tuo commento!

      Ne approfitto anche per ringraziare qui gli amici che mi hanno fatto arrivare gli auguri via mail: Alberto, Elena, Enrica e Simone.

  7. Auguri!
    Hai mai pensato di provare a fare il salto e fornire per gli articoli una traduzione a fronte in inglese? So che è impegnativo ma farebbe crescere il blog all’estero.

    • Grazie per gli auguri, Marco!
      Quanto alla tua proposta della traduzione, in effetti, ci ho pensato. Un paio di volte l’ho anche fatto (La discontinuità immaginata“, che ho scritto anche in inglese). Il risultato, in effetti, è stato buono: ho infatti notato una maggiore diffusione negli USA… Ma forse il motivo era anche che quell’articolo commentava i risultati delle elezioni Politiche e questo tema, necessariamente, attira un maggior numero di persone.
      Ad ogni modo, se sei forte in inglese e vuoi candidarti… le porte sono aperte!
      (Naturalmente, anche se vuoi scrivere “direttamente” in inglese tu qualcosa e non “solo” tradurmi… ;-))
      Ciao

        • Come vuoi, Marco. In ogni caso, grazie ancora per l’idea.
          Se per caso, in futuro, noti qualche pezzo che valuti meritevole di una maggiore diffusione all’estero, sentiti liberissimo – senza alcun impegno – di mandarmi pure una traduzione ( llht.it@gmail.com ). Per la terminologia economica, non ti preoccupare: nel caso, ci penserei io. Tra l’altro, quando mi è capitato di usarlo, ho visto che il traduttore automatico di Google si comporta più che decorosamente: certo, va un po’ “preso per mano”, ma nel complesso è efficace.

          Come ho provato a dire nel post, credo sia ormai giunto il momento che LLHT cominci ad alimentarsi anche della partecipazione attiva dei suoi lettori più intraprendenti…! 😉 Ciao

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