Il ciarlatano

Non abbiamo inventato niente. Fissiamocelo bene in testa. Niente!

Nel pensare a un’immagine che fosse sufficientemente rappresentativa di quanto sto per scrivere, la mia memoria si è fortunatamente imbattuta su un famoso dipinto di Brueghel il Vecchio: il Ciarlatano. Dipinto che, tra l’altro, ho potuto recentemente ammirare di persona al Chiostro del Bramante a Roma, alla mostra dedicata alla celebre dinastia di pittori fiamminghi.

Non credo esista un’immagine più pertinente di questa per simboleggiare lo stato di cose in cui siamo precipitati (purtroppo, quasi sempre senza rendercene conto). Vi prego, ammirate bene questo quadro (cliccando su di esso, potete anche ingrandirlo e apprezzarlo meglio). La ricchezza dei suoi dettagli – che hanno decretato la riconoscibilità di questa scuola pittorica in tutta Europa – costituisce una vera e propria miniera di metafore. Così, oltre a farvi rapire dalla sua bellezza, potrete anche intuire come – in fondo – non ci sia davvero nulla che oggi possiamo dire, che non sia già stato detto! E, aggiungo, infinitamente meglio di quanto potremmo fare noi oggi…

Purtroppo però, oggi come nel ‘500, pare che non ne riusciamo a trarre alcun insegnamento…

Coerentemente all’intera parabola espressiva del suo autore – incentrata sulla meditazione sull’umanità (soprattutto contadina) ritratta in episodi quotidiani e sulla ineluttabilità di un destino che confina l’uomo, goffo e impotente di fronte alla Natura, nella dimensione “iper-reale” dell’indifferenza generale – questo quadro si sofferma sostanzialmente sul tema dell’inganno. Un finto prestigiatore sta abbindolando un ignaro passante (la rana in bocca ne simboleggia la creduloneria) con un normalissimo gioco di magia. I presenti, consapevoli del trucco e con una malizia che sconfina nella complicità, osservano il borseggiatore, alleato del ciarlatano, che sta derubando il malcapitato. Ma l’amara ironia del messaggio non si ferma qui: sullo sfondo, a destra, un membro delle forze dell’ordine è assopito, ubriaco e ignaro di quanto sta accadendo, davanti a un’osteria. Più in lontananza, infine, si nota un patibolo vuoto, emblema di quella giustizia terrena evidentemente disattesa dalla scena principale. Tra i presenti, occorre notarlo, si intravedono alcuni membri del clero…

Ora, in poche righe, potrei tracciare infiniti parallelismi tra ogni elemento del dipinto e la società odierna: sarebbe facilissimo.

– – –

Cos’altro c’è bisogno di aggiungere? Sabato sera avevo acceso la radio poco dopo le 18, giusto in tempo per sentire qualche giornalista – anzi: cronista – spiegare che la ritirata dei ministri dal governo rischiava di far deflagrare la situazione. Poi, da sabato sera a ieri pomeriggio (cioè per oltre tre giorni), non si è parlato d’altro. Paure. Annunci. Sospiri. Lacrime. Spinte. Urla. Botte. Tradimenti. Cacche di cane. Il Fondo Monetario Internazionale. Le sue minacce. Letta. Berlusconi. Renzi. Alfano. Nomi vuoti. Nomi che alle mie orecchie sono privi di ogni senso. Nomi messi lì da qualcuno, per riempire le caselle bianche di qualche organigramma. Lo spread che sale. La minaccia del taglio del rating. L’uscita dall’investment grade (la qualifica che consente ai fondi esteri di detenere titoli italiani in portafoglio). Il rischio del default. Lo spettro della Grecia. E ancora Letta. Berlusconi. Alfano. Altre urla. Altre spinte. Altre lacrime. Altre cacche.

Tre giorni – nonostante io sia senza tv – di bombardamento mediatico senza precedenti. Non oso immaginare a cosa si sia dovuto sottoporre chi, invece, ha in casa un televisore!

Un’unica verità: se fosse caduto il governo, avremmo davvero rischiato grosso. Anzi: più che un rischio, sarebbe stata una certezza. Rischiato poi che cosa – almeno per come la penso io – lo vedremo meglio prossimamente. Il fatto è che l’eventualità che il governo cadesse non è mai stata realmente presa in considerazione da nessuno! Nessuno… di loro, almeno. Si chiama “distrazione di massa”, ricordate? E’ la prima delle dieci regole per il controllo sociale postulate da Chomsky: parlare d’altro, per nascondere la verità. E la verità, infatti, era e resta chiarissima. Che l’Europa, esattamente come il borseggiatore del dipinto, ci sottrarrà altri soldi. In quei giorni, infatti, è scattato l’aumento dell’IVA senza che quasi nessuno se ne accorgesse.

Tutto il resto, imprimetevelo bene in testa, è puro illusionismo!

L’Italia ha firmato il Trattato di Lisbona il 13 dicembre 2007 con Romano Prodi, il cui governo ha poi presentato il relativo decreto Legge che – a causa delle elezioni anticipate – è stato poi ratificato dal Parlamento successivo, nel luglio 2008, sotto il governo Berlusconi. Le responsabilità sono 50 e 50: non credetegli, quando se le rimpalleranno.

Da allora… non si scappa: come ho ormai ripetuto a sfinimento in decine di post su LLHT, l’Italia ha cessato di essere uno Stato Sovrano da allora. Non ce lo dicono. Non è… carino. Ma è così.

letta-e-alfano

Enrico Letta e Angelino Alfano

La prossima Legge Finanziaria, che da quando è entrato in vigore il Fiscal Compact si chiama “Legge di stabilità”, verrà firmata in prima battuta dall’attuale governo il prossimo 15 ottobre. Se a Bruxelles questa legge non dovesse piacere, l’Europa avrà facoltà di respingerla e, eventualmente, farla redigere direttamente dalla Commissione Europea.

Non so se è chiaro: quante e quali tasse dovremo pagare e a quali servizi sociali dovremo rinunciare, lo deciderà il commissario per gli affari economici e monetari. Ditelo, questo, a tutti i vostri amici che hanno stappato qualche boccia di Cartizze per brindare alla nuova leadership della coppia Letta-Alfano, consacrata dal voto di fiducia di ieri e celebrata oggi su tutti i giornali! Diteglielo, ai vostri amici…

– – –

Ah, un ultimo, piccolo (ma importantissimo) dettaglio: la pallina che, sempre nel dipinto, il ciarlatano tiene tra le dita è… lo spread!

Questo, invece, non ditelo in giro: ma… pssst… avvicinatevi un po’ al video, che devo rivelarvi un segreto! Lo spread non è una cosa che si genera automaticamente in natura, come può esserlo la fotosintesi clorofilliana! Lo spread non è la causa, il motore primo di qualche strano e incomprensibile fenomeno finanziario. Ma è esso stesso l’effetto di qualcosa d’altro. Di cosa? Delle manovre e degli attacchi speculativi degli investitori internazionali: lo spread, in poche parole, è influenzato da chi possiede i quattrini, cioè da chi può indirizzare le aspettative sulle economie, cioè dai mercati dei capitali. E’ facile: se hai tanti bei soldini in tasca, se puoi permetterti di comprare tanti BTP e, soprattutto, se vuoi farli rendere il più possibile, quale miglior modo che non quello di generare allarmismo sulle sorti di un Paese, ad esempio, diminuendo gli investimenti proprio in quel Paese e dirottando quei capitali altrove? Il Paese si indebolisce, la percezione del rischio aumenta, il tasso si alza (e con esso lo spread) e… ZAC: il gioco è fatto! Ti compri un bel decennale al 7%…! E’ questa, signori, la speculazione del ciarlatano.

E’ questa, la rana che avete in bocca!

9 risposte a “Il ciarlatano

  1. I “membri delle forze dell’ordine” alla fin fine siamo noi: se dormiamo, ci spolpano; se vigiliamo, riusciamo – spero – a stare a galla e magari tenere a galla qualcuno ancora in grado di svegliarsi dal rincoglionimento provocato da TV e balle varie; se poi ciascuno di noi, ben sveglio, riuscisse a far pulizia nel proprio cortile…

  2. ciao andrea
    seguo le tue riflessioni e “premonizioni”da un po e devo dire che mi sembrano le tesi più fresche e sul medio periodo le più azzeccate,a questo punto ti chiedo un’ulteriore ragionamento e consuguente “premonizione”.
    quelli che hanno già deciso per noi e stanno tirando i fili,che cosa hanno programmato di fare dell’italia?
    qualche tempo fà leggevo una battuta o una specie di barzelletta del viaggiatore e parlando dell’ “hotel europa” diceva : lo faremmo gestire ai tedeschi,i francesi in cucina,gli inglesi all’accoglienza,gli italiani all’animazione e svaghi.
    sai cosa mi rode…..che inizialmente mi sono trovato d’accordo,ma poi pensando a noi italiani,potremmo gestirlo,cucinare, accogliere e far divertire meglio di chiunque altro e invece……
    ciao
    morris

    • Ciao Morris,
      premetto che dedicherò presto un post intero alle mie “premonizioni”, come (forse giustamente) le chiami tu; come ho detto anche nella risposta a Francesca, poco sotto, credo davvero di aver sviluppato – negli anni – un fiuto particolare per presagire certi macro-sviluppi socio-economici che ci orbitano intorno.
      L’esempio che riporto sempre, come forse ricordi, è stata la mia scelta, nel 2004 (quindi, tre anni prima dell’inizio “ufficiale” del Declino) di comprarmi qualche ettaro di terreno (boschivo e seminativo) e una vecchia stalla, che ho poi pian piano sistemato, proprio per acquisire e alimentare quella che avrei poi scoperto essere la resilienza mia e della mia famiglia.

      Venendo alla tua domanda, invece, ti rispondo intanto con un sensazionale intervento del più grande giornalista italiano, che ho già postato un paio di volte e che credo soddisfi pienamente le tue perplessità:

      Ciao.

  3. L’ aumento dell’ IVA è stata l’unica cosa che ho capito di questa storia. E non mi piace.
    Oltre ovviamente alla decadenza di Berlusconi. Di cui non sono scontento ma che temo significherà poco (il soggetto ha già “minacciato” che riuscirà a far politica -coi soldi- al di fuori delle istituzioni e c’è da credergli)

    • Marco, la questione non è la politichetta locale. Il problema vero è che – senza che NESSUNO lo abbia chiesto a noi cittadini – siamo ormai entrati in un meccanismo che ci è estraneo e che, senza conoscerci, decide per noi: si chiama Europa.

  4. Uno dei motivi per cui sono affezionata a questo blog è perché tu, Andrea, leggi la realtà e attraverso i tuoi molti strumenti “predici il futuro”. Il bello è che non sei un mago, quanto piuttosto un attento e acuto decifratore. Grazie.

  5. Caro Andrea,
    ho condiviso su Facebook queste righe che riporto anche nel Blog.
    ——-
    Un carissimo amico mi ha inviato questo suo articolo che desidero condividere con tutti voi.
    Merita veramente di essere letto e di riflettere sulle “verità” di cui parla: la menzogna, l’inganno, la falsità, attributi propri del principe del male, che sempre più diventano la “normalità” in questo travagliato mondo, in questa travagliata Italia sempre meno identificativa degli Italiani.
    Oggi, 4 Ottobre 2013, è lutto nazionale per la strage di qualche centinaio di innocenti sulle coste di Lampedusa.
    Dal 2008 ad oggi più di 2.500 imprenditori si sono suicidati a causa della crisi; nessuno sa esattamente quante migliaia, centinaia di migliaia e oltre di Italiani ormai vivono nell’indigenza, nell’estrema povertà, perdendo la casa, il lavoro, la dignità … ma questo non provoca alcuna clamorosa emozione, reazione, perché non fa abbastanza scalpore: è la “solita” povertà ormai quotidiana (?!).
    Tutto questo per me è maleodorante, è come stare vicino alla carcassa informe di un corpo in putrefazione dove un misto di nausea e disgusto ma anche pena e tristezza mi assalgono e mi pongono mille interrogativi.
    La deriva di questo “uomo”, dell’omuncolo senza principi e sempre pronto a ondeggiare dove l’opportunità e l’interesse personale portano i migliori benefici, solo per sé, vestendo i panni del benefattore, poi del caritatevole, ma anche dell’autorevole … e così via, affinché, come in una festa assordante e sotto l’effetto della sbronza di un piacevole bicchierino dietro l’altro, anche le cose più dure, più inaccettabili, si sopiscono, si ammorbidiscono, si attenuano, facendoci addormentare sopra i ns. problemi, in uno stato di semi incoscienza.
    Mi ripeto: credo solo nella vera libertà interiore, fatta di semplici, buoni principi, nel rispetto dell’uomo verso l’uomo e verso la natura in equilibrio semplice ma profondo, fatto di rispetto e riconoscenza, ripeto, dell’uomo verso l’uomo e verso la natura.
    Questi devono essere i nostri pilastri del vero vivere “umano”: amore, gioia, pace, pazienza, gentilezza – benevolenza, bontà, fede – fedeltà, mansuetudine, autocontrollo (Bibbia – Galati 5:22).
    Questo è ciò che il Buon Dio Cristiano “regala”, attraverso il Suo Santo Spirito, a chi crede che amare il prossimo, sia esso un uomo, una donna, un bambino, ma anche l’acqua, l’aria, la terra, tutta la creazione, sia il fondamento dell’essere umano.
    E’ tempo di agire, è tempo di mettere ancora più in pratica le buone cose che stanno dentro di noi, è ancor più tempo di rendere concreti i buoni propositi, per noi stessi e per chi condivide l’Amore che abbiamo nel Cuore.
    DIO ci Benedica TUTTI e rafforzi in noi, con il Suo Santo Spirito, la volontà di perseguire il Suo Cammino nei Suoi Santi Principi e Comandamenti, per l’Amore che ci ha insegnato, per noi stessi e per il nostro prossimo.
    In Cristo. Fratello Lauro
    ——-
    Ti abbraccio e … sempre avanti, con Forza e Coraggio, Ciao.
    Lauro

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