Amici “gufi”, grazie

L’essenziale è invisibile agli occhi, certo. Ma ci sono cose che, pur visibili, rivestono un’importanza assoluta.

Come succede ormai ogni due venerdì, dopo aver scritto il mio articolo sul Fatto Quotidiano ero come sempre avvolto da qualche dubbio circa l’interesse che avrebbe suscitato.

Poi, sabato e domenica mi stacco. Ho le mie cose da fare. Quelle “low”, le più importanti. Dovevo segare il prato: è piovuto molto e l’erba era tornata alta. Troppo alta. Segando il prato, l’imprevisto: ho tagliato la gomma del trattore. Non so come sia stato, ma vedendo il taglio mi sono dovuto fermare. Era lungo, longitudinale e sembrava profondo: era troppo rischioso continuare, poiché c’è molta pendenza e i carichi sono importanti.

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Quindi, vai di frullino e vai di tempo e fatica… extra! Poco fa, però, la bella notizia: mi chiama il gommista (a cui avevo fatto visionare la gomma), che con mia grande sorpresa mi dice che il taglio è comunque superficiale. La gomma è utilizzabile senza pericolo e, soprattutto, io ho risparmiato più di 100 Euro! Weekend bello pieno, voglio dire. Nessuno spazio per le attività… editoriali.

Poi stamattina guardo le reazioni all’articolo, nei commenti dei lettori del quotidiano. Bene: al di là della loro quantità, vedo che c’è molta qualità. E partecipazione. Ma vedo soprattutto che – in risposta ai soliti provocatori – ci sono alcuni amici di LLHT che si sono premurati di prendere le difese non tanto… del mio articolo (che conta quello che conta), ma della Verità. Cioè, di concetti e valori come Rispetto, Responsabilità, Ambiente, Senso civico.

Ecco, al di là del sincero ringraziamento (che ho già fatto privatamente a ciascuno di loro), credo che questo episodio sia importantissimo, perché dimostra che il progetto sta ricevendo l’abbraccio e il sostegno spontanei di sempre più persone: persone che liberamente scelgono di attivarsi, di esporsi e di diffonderne il messaggio, anche semplicemente parlandone con un amico.

E’ stato il più bel regalo che avessi potuto ricevere: ancora grazie.

Andrea