Se mia nonna fosse premier

Mia nonna è alla soglia degli 85 anni. Quando mi racconta cosa ha fatto nella sua vita in giovane età, mi sforzo di immaginare delle realtà che non ho conosciuto. Visualizzo frammenti di un mondo nel quale non sono stato convocato. L’impegno più arduo è afferrare per un attimo il senso reale di frasi come “abbiamo patito la fame”, “quando c’era freddo per davvero” o “si facevano le cose con quello che c’era”.

Ovviamente lei mi parla nella sua lingua madre, cioè il dialetto veneto centro-settentrionale. Mi accorgo che, senza nemmeno saperlo, conserva dentro di sé una saggezza unica. Mescola un distillato di osservazione, sacrificio, lavoro, fedeltà, devozione, amore, per condividerli con me. Mentre ascolto le sue parole, provo a seguire la traiettoria dei suoi sorrisi e ad accogliere la leggerezza dei suoi silenzi. Parliamo anche del mio futuro e di quello dell’Italia, di scelte, cambiamenti, orizzonti. Discutiamo persino su cosa siano l’integrità morale e la legalità.

Un giorno, mentre penso a lei, ho una delle mie visioni: me la immagino a capo del governo italiano. È surreale, ma anche estremamente intrigante. Procedo con la visione. Se mia nonna domattina venisse eletta alla Presidenza del Consiglio, farebbe un discorso * che suona all’incirca così:

Care persone di questo Paese,

grazie per avermi dato tale immensa fiducia.

Ve lo dico in piena sincerità: non sarò capace di risolvere tutti i vostri problemi e nemmeno di trovare soluzioni che mettano d’accordo ognuno di voi. Per natura, infatti, ignoro moltissime cose e nella mia vita ho commesso diversi errori. Mi impegnerò al massimo per eliminare tutte quelle leggi che non servono alle nostre vite e per migliorare quelle già esistono. Farò in modo che le norme non vengano solo scritte ma anche realmente applicate e che voi, leggendole, capiate facilmente cosa c’è scritto. Metterò al vostro servizio la mia esperienza e la mia onestà intellettuale. Non mentirò e non farò promesse per un patetico ritorno di immagine.

Alzerò la voce per fare luce sulle mostruose illegalità e sul devastante malcostume che attanagliano questo Paese. Fenomeni che avvengono vicino a voi e non in un posto lontano dal nome sconosciuto. Crimini che vengono compiuti da facce pulite in giacca e cravatta, a cui avete stretto la mano o a cui avete dato il vostro voto in una cabina elettorale. I reati saranno chiamati “reati” e non ipocritamente “errori”. La presunzione d’innocenza rimarrà un principio intoccabile, ma coloro i quali saranno giudicati colpevoli da un giudice imparziale dovranno pagare le conseguenze morali delle loro azioni.

I lavori socialmente utili saranno il loro cammino di redenzione. I miei colleghi politici dovranno sentirsi dei privilegiati alle vostre dipendenze. Sia ben chiaro che questo avverrà per un tempo determinato e che il privilegio non acquisirà mai connotati economici. Continueranno a essere chiamati “onorevoli” perché per loro sarà un onore essere stati scelti per prestare questo servizio.

Gli uomini buoni saranno più importanti delle istituzioni (citando, in questo caso, l’amico Zagrebelsky). Le procedure della burocrazia saranno ridotte all’essenziale. La sanità, l’educazione, l’ambiente, la cultura, la giustizia sociale saranno le priorità assolute dell’azione politica di questo Paese. Le persone malate, abbandonate, svantaggiate, sottomesse, maltrattate, poco istruite, verranno costantemente aiutate. L’equità sarà la bussola indissolubile dei nostri principi.

La produzione locale di cibo genuino sarà incentivata e sostenuta. Verranno messi a disposizione spazi per coltivare e scambiare. Verranno chiusi quelli in cui si sperpera il denaro e muore l’anima. Democrazia non sarà semplicemente una parola con cui riempirsi la bocca, ma un qualcosa di sostanziale e tangibile. Passerà tra le vostre mani! Si dovrà parlare guardando al futuro, senza mai dimenticare la storia.

Vi chiedo umilmente di non interpretare queste parole come utopia, ma come una realtà possibile. Di credere in voi stessi e nella buona fede dei milioni di italiani che vivono attorno a voi (sono la maggioranza, ricordatevelo). Di non vergognarvi a priori del nostro Paese. Di indignarvi per la barbarie sociale e culturale a cui assistiamo e che accettiamo omertosamente. Di leggere e di nutrire il vostro spirito. Di pensare con la vostra testa. Di fare la vostra parte e, in alcuni casi, anche qualcosa in più.

Grazie.

Un grande abbraccio di amore.

La nonna di Enrico

* Il discorso sarebbe in italiano. Nessun pericolo dunque di lost in traslation dal dialetto veneto centro-settentrionale.

5 risposte a “Se mia nonna fosse premier

  1. Caro Enrico, e infatti sono stati proprio i nostri nonni e bisnonni a fare la bellezza di questo Paese, ripartendo dalle macerie dell’ultima guerra mondiale. Quando ancora vi era una classe politica vera e solida per la quale… “Democrazia non era semplicemente una parola con cui riempirsi la bocca, ma un qualcosa di sostanziale e tangibile”.
    Ora siamo a Renzi… una roba di cui vergognarsi a maggior ragione proprio di fronte ai nostri nonni e a tutti i loro sacrifici…

    Un abbraccio.

    • Cristiana, io ho passato anni a concentrarmi sui “chi” e non sui “che cosa” e a lasciarmi distrarre dalle “figurine” famose che si vedono sui quotidiani.
      Quelle “figurine” hanno grandissime responsabilità per quanto riguarda la cura degli interessi pubblici, ma dalle loro parole (e dai loro fatti) questo non emerge per nulla.
      Rimango concentrato sui “che cosa”.
      Un abbraccio!

  2. Ciao Enrico,
    Rispetto al “nuovo che avanza” tua nonna sembra un’arzilla ventenne, che ha ancora voglia di sognare qualcosa di “giusto”, che in Italia sembra “nuovo”.
    Questi giovani portatori di “nuovismo ed ottimismo di plastica”, si comportano invece con i peggior canoni di un malcostume vecchio come i peggiori vizi umani.
    Non sto parlando solo della politica. Anche il mondo aziendale oggi patisce la stessa tipologia di persone. Ho avuto modo di vederli in azione. Sorriso pronto, ottime doti comunicative. Ognuno però guarda al proprio orticello, correndo e sgomitando in una competizione ad esclusione. Li tirano sù così da giovani.
    Penso che quando e se riusciremo ad invertire la rotta, servirà ancora parecchio tempo per “depurarci” dai comportamenti avvilenti di questa categoria.
    E’ per questo che persona come tua nonna le dovremmo tenere come una ricchezza. Una ricchezza al momento difficile da trovare ma che, son sicuro, prima o poi ci servirà.

    • Sono d’accordo con te Luca.
      A me pare che navighiamo in mezzo alla finzione, alle bugie, ai giochi di prestigio che non hanno fondamento. Siamo cronicamente abbindolati, con pericolose tendenze verso la disumanità. E non mi riferisco soltanto alla politica! Anche perché, quando in Italia si parla di politica, in realtà si sta parlando di politici e relative meschinità.
      Bisognerebbe smetterla di dare risalto al marasma scientemente pilotato e ci si dovrebbe concentrare sulle ricchezze che abbiamo dentro di noi e su quelle che abbiamo la fortuna di trovare al di fuori.
      Sto parlando alle persone oneste, ovviamente. Perché purtroppo c’è chi è malato di insanabile egoismo.
      Loro ci arriveranno in seguito, quando avranno accettato di rispettare le leggi naturali.

      Enrico

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