Love Living High Thinking – La verità, vi prego, sull’amore

Love Living, High Thinking – La verità, vi prego, sull’amore

Quando scopri di amare qualcuno inizi a scoprire te stesso. E vieni a sapere un mare di cose che non immaginavi ti fossero dentro. Proprio fino a quando non incontri quella persona e attraverso di lei inizi a vederle. Appaiono dal nulla. Prendono consistenza all’improvviso come se esistessero solo se illuminate da quel sentimento.

Forse amare serve a questo. Nient’altro che ad evolverci, a cambiare pelle, a scoprire quello che abbiamo dentro, ad essere quello che più autenticamente siamo. L’amore è uno specchio spietato e ci rimanda chi siamo, non chi crediamo di essere.

Ho chiesto a mille persone di dirmi cos’è l’amore e ne ho avuto mille risposte diverse. Tranne una. Quella che mi ha detto che l’amore invece è uno solo e tutti si ingannano, si sbagliano senza speranza. E si illudono, si accontentano o vivono una vita fatta di surrogati, di sostitutivi, di dolcificanti chimici e spesso velenosi.

Ho chiesto anche a chi ha smesso. Un po’ come si smette una pessima abitudine, qualcosa che ci fa male comunque. Qualcosa che non vale la pena perché, in ogni caso, ciò che ne resta è dolore. Sempre.

Ho chiesto ai coraggiosi e agli smemorati che mi hanno detto di non vivere che per quello, consumando giorno dopo giorno il loro cuore. Mi hanno detto che non hanno memoria che per le cose belle e che, dimenticandolo, si sono illusi di cancellare il dolore.

Ho chiesto ai vecchi che hanno il rimpianto di non aver osato. E che continuano nello stesso errore fermati dal tempo che ogni giorno sembra essere il muro contro cui frantumare il coraggio. E invece il muro è fatto solo di paure che abbiamo il terrore di sgretolare.

Ho chiesto ai giovani che lo hanno appena incrociato e si sono feriti quasi a morte. A quelli che ne hanno fatto un rifugio dalla loro solitudine insopportabile. A quelli che vivono in equilibrio precario sulla superficie dei loro sentimenti e che rischiano di precipitare da un momento all’altro.

Ho chiesto agli ignoranti. Che mi hanno detto che non lo sanno. Ne rimangono affascinati, meravigliati ogni volta e non lo sanno spiegare se non con il silenzio e uno sguardo all’orizzonte.

E’ come se l’amore fosse indistinguibile dal dolore. Come se non fosse possibile senza di esso. Come se l’amore si desiderasse e si temesse nello stesso tempo, come qualcosa da saper maneggiare con cura pena di farsi male per sempre.

Tutti abbiamo avuto l’esperienza del dolore d’amore. Tutti soffriamo per questo o ci è successo almeno una volta in passato. E ognuno di noi ha le sue medicine e i suoi sistemi, le ricette più originali, quelle più efficaci, quelle per i casi più difficili.

E ad ogni malattia il suo dottore: siti, video, coach, esperti, guru, libri, terapeuti, semplici ammalati e guariti che cercano di aiutarti. Strategie, ricette, schemi, consigli illuminanti e risolutivi per il tuo dolore. Il tuo dolore d’amore.

Ce n’è per tutti i gusti, per tutte le orecchie e per tutti i cuori. Da quello materno, consolatorio: “distraiti, esci, parla con gli amici” a quello commerciale-consumistico: “vai, esci, fai un giro in centro e comprati quello che ti va. Vedrai che con un bel paio di scarpe firmate all’ultimo grido ti sentirai di certo meglio. Fai un salto in profumeria e prenditi un bel rossetto nuovo e la vita ti cambierà da così a così”. Da quello spirituale: “lo si sa, è tutta una questione di karma e se ci si ritrova con il karma che ci si ritrova non è mica colpa di nessuno…” a quello religioso-mistico: “se hai fede, capirai il perché di tutto questo dolore. Offrilo a Dio, fallo per lui. Un giorno (temo che si intenda quando sarai morto) ne capirai il perché.”

Il dolore d’amore va negato, cancellato, dimenticato. Il dolore d’amore fa più paura della morte. Nessuno vuole averci a che fare. Nessuno vuole parlare con lui, guardarlo in faccia, capirlo, trovarci dentro qualcosa di cui parlare.

Nei casi più raffinati ti diranno che nessuno può davvero farti soffrire, che il tuo dolore è un’illusione, che se è vero amore non soffrirai perché sarai felice di amare e basta, senza avere niente in cambio.

Ti diranno che il segreto è non avere bisogni ma solo desideri, ti diranno che ami male, ti diranno che la vera felicità è nell’essere indipendenti, ti diranno perfino che solo le persone che non sono libere soffrono per amore. Ti diranno che qualcosa non va in te e te ne convincerai addirittura. E farai di tutto per cambiarti, per capire dove hai sbagliato o dove sei sbagliato. Insomma, se soffri è colpa tua.

E tutto questo perché senti dolore. Quasi fosse una malattia da debellare, una pianta maligna da estirpare alla radice.

Eppure il dolore d’amore a me sembra così naturale, così semplice da capire e difficilissimo da vivere, così vero, così necessario a misurarci quando c’è.

Non penso affatto che il nostro dolore d’amore sia legato agli altri ma è come se lo considerassimo una specie di mostro da combattere in tutti i modi possibili fino alla negazione stessa della sua esistenza o al darne la totale responsabilità a noi stessi che se fossimo persone consapevoli, elevate o vicine alla verità, non proveremmo e saremmo per sempre felici.

A me sembra quasi che non abbiamo più forze per sostenerli, certi dolori. E li neghiamo o cerchiamo strategie per eliminarli.

Questo non significa restare nelle situazioni che ci fanno male e dove il dolore si incrosta anno dopo anno a formarci, farci agire, abituarci. Significa accettarlo quando c’è, prenderselo tutto, viverselo e farlo passare, fluire. Come una cosa naturale che ci accompagna per un pezzo della nostra vita e poi se ne va.

E’ come se non riuscissimo più ad accettare che amare è un rischio perché ci si apre completamente e ci si mette in totale libertà dalle difese e dalle armature che ci costruiamo. E’ come aprire ogni spiraglio da dove può entrare qualsiasi cosa.

Amare significa accettare che siamo a rischio, che siamo esseri vulnerabili e permeabili agli altri. Siamo ognuno dipendente dall’altro. Non ci credo all’amore indipendente, non mi interessa, mi sa di fortezze costruite di fronte all’oceano, di trincee inutili e dannose che ci tolgono energia e il coraggio di essere quello che siamo.

Se non accettiamo il rischio non vivremo mai la profondità necessaria all’amore e resteremo in superficie. Se non comprendiamo e amiamo la nostra stessa vulnerabilità perderemo il contatto con quello che di nostro è umano, complesso, misterioso, intimo, soprannaturale. E perderemo la possibilità del contatto con chi si trova in quella profondità e ci ha aspettato fino ad ora. O, peggio, non lo riconosceremo.

Ferirsi, sperimentare il dolore profondo, sentirsi al muro, messi all’angolo, significa aver rischiato, aver provato, aver avuto coraggio. Significa vivere.

E’ come se rifiutassimo la sconfitta, come se l’amore avesse un senso solo se siamo vincenti e otteniamo ciò che vogliamo. Come se dovessimo esibirci felici. Sempre. Altrimenti non è vita.

L’amore è uscire dalla paura, è il cambiamento in noi che aspettavamo, è accettare il rischio che c’è, è uscire verso l’ignoto, è avventurarsi dentro se stessi mentre lo si fa nell’altro.

Il dolore d’amore non è altro che una parte possibile della vita. Che ci mette alla prova senza sconti. Ma averne paura, controllarlo, negarlo, farcene una colpa è un po’ come aver paura di vivere. Come rinunciare a se stessi nell’illusione di poter essere felici solo standone lontani.

mani-e-farfalle

22 risposte a “Love Living High Thinking – La verità, vi prego, sull’amore

  1. Una vera risposta richiederebbe tempo e cura di cui non dispongo.
    Mi sento un po’ chiamato in causa.
    Eppure, pur ribadendo quel che ti dissi circa il bisogno, sottoscriverei quel che sostieni sul dolore d’amore.
    Tutto Scarto è il racconto in versi del mio dolore d’amore.
    Non c’è vaccino. E se ci fosse, non lo farei. Il dolore è la componente necessaria. Imprescindibile. Anche dell’amore che si incardina sull’assenza di bisogno.

    • Vaccini, analgesici, anestesie di lunga o breve durata, strategie di prevenzione… se in cambio significa dare indietro tutto, niente da fare. Come dici tu “amare significa avere fiducia nel niente e tendere verso una costante incertezza”…

    • Non avere paura è la sola possibilità.
      Non aspettarsi nulla.
      Essere consapevoli di non poter nulla sull’altro ed accoglierne il momentaneo effimero presente.
      E’ questa fiducia nel niente, l’amare.
      Questo non stancarsi di sapersi bastanti, eppure tendere verso una costante incertezza, una precarietà ingovernabile.
      Consumarsi nello svelamento dell’inganno.
      Trovare se stessi nel quotidiano mancarsi nell’altro.
      Nel tradirsi, avverarsi.

  2. Mi è sempre andata male. Me le sono sempre cercate (o mi son capitate) complicate e imperfette, come e più di me e sono sempre stato fuori tempo: finisco per apprezzare chi non c’è più (anche gli amici) quando se ne vanno e pur di non dimenticare decido di somigliare un poco a ciò che mi piaceva di loro. Che probabilmente mi hanno dimenticato. Sono un innamorato pessimo, per me e per il prossimo, eppure posso dire che almeno non sono finto.

  3. Amare significa accettare che siamo a rischio, che siamo esseri vulnerabili e permeabili agli altri. Siamo ognuno dipendente dall’altro. Non ci credo all’amore indipendente, non mi interessa, mi sa di fortezze costruite di fronte all’oceano, di trincee inutili e dannose che ci tolgono energia e il coraggio di essere quello che siamo.

    Ecco, questo appunto che hai scritto assomiglia all’amore,

    Secondo me (da bravo sardo, poi spiego il perché) l’amore è stato costruito, imposto, inculcato ecc. appunto per come dici tu, toglierci energia e coraggio.
    In Sardo la parola amare non esiste, quello che più si avvicina è: “stima”, “rispetto” e simili;
    direi che amare è il “restiamo umani” di Vittorio Arrigoni ed il
    “Qualcuno è comunista, perchè è felice solo, se lo sono anche gli altri”
    di Giorgio Gaber.
    Ciao a tutti, e restiamo umani.
    Ignazio

  4. E’ uno dei piu’ bei post che ho letto su wordpress. E sono sei anni che ho un blog. Condivido questo amore, questo fottuto, dolorosissimo, stravolgente e bellissimo, quotidiano, sempre e comunque da vivere, amore.

  5. L’amore è una parola tanto primitiva quanto ingannevole. Considerato il modo in cui la usano la maggior parte delle persone, l’espressione che ha più rilevanza comunicativa e che si avvicina di più al significato associato al comportamento reale è “fare sesso”. Quando dici “ti amo” ad una persona gli stai praticamente dicendo che vuoi farci sesso, vuoi perdere la verginità con lui/lei o -mi si perdoni l’espressione volgare- vorresti avere il privilegio di abbassargli le mutandine. Sì, lo so, tutto ciò non piace, non è poetico. Ma tant’è. Il dolore che provi è la conseguenza di tutta una serie di aspettative che ti stai costruendo, molte delle quali indotte dall’idea di relazione esclusiva appartenente alla nostra becera cultura individualista. E se queste aspettative non si realizzano, toh, ecco che la depressione viene a farti visita. Concludo che l’amore non esiste. Esiste solo il fatto che abbiamo bisogno delle altre persone, qualsiasi sia l’area o il campo in cui queste persone possono aiutarci, e motivo per il quale “le amiamo”. Una parola che serve per deresponsabilizzarci, per camuffare l’idea che stiamo con gli altri solo perchè soddisfano i nostri bisogni. Una parola che una civiltà, davvero civile, eliminerà dal proprio vocabolario.

    • Eppure non è così difficile trovare persone che soddisfino i nostri bisogni. L’amore è qualcosa, credo, di diverso dal soddisfare semplicemente delle necessità. Quello che tu descrivi così efficacemente sembra essere la superficie di qualcosa che non si conosce ancora profondamente. Forse. O forse è solo un’interpretazione di quello che l’amore dovrebbe essere.

    • L’amore è togliere le mutande…..c’è cinismo in questa espressione, e non perché sono buonista, ma che non trova riscontro nella realtà in cui l’amore da sempre accompagna la vita. E non può essere definita un opportunismo bieco, gli “altri” non esistono solo per soddisfare i nostri bisogni, c’è una parola nella comunità umana che si chiama solidarietà, ed è figlia dell’amore che non ragiona, come lei, con il metodo della partita doppia. Lei confonde l’ego con l’amore, del resto come avevo citato brevemente, siamo nell’età nera.

      • C’è cinismo e ironia, sì. Ma l’amore, Matteo, che cos’è? Me lo spiegheresti? Non è niente. O meglio: è una parola vuota, perchè vuol dire così tante cose che, alla fine, perde ogni significato e diventa sterile. Spesso il significato che gli diamo è addirittura irrilevante rispetto al comportamento associato ad esso. Quando usi la parola “amore” cosa vuoi dire? Ci sono così tanti sensi che sembra quasi come leggere la Bibbia, cioè ci trovi una miriade di interpretazioni! Per questo, io credo, è una forma di non-comunicazione, che porta paradossalmente al contrario dell’amore stesso: al conflitto e al risentimento. Gli uomini razionali del futuro faranno a meno di usarla. Una di quelle parole che serve, talvolta, per nascondersi, per levarsi ogni responsabilità ed evadere dalla realtà. “io non ti amo più”. Che cosa succede all’amore quando due sposi si lasciano?.

        • Gli uomini razionali del futuro che immagini Davi assomigliano tanto a degli automi vuoti, robot senza alcun sentimento, perché l’amore è si una parola vasta, perché abbraccia proprio i sentimenti, ma mai vuota. Vuoto è il pensiero razionale quando non è calmierato dai sentimenti, ve ne sono esempi storici anche di grossa portata e relativamente recenti se vogliamo. Dire che è una specie di errore psichico, qualcosa di animalesco che l’evoluzione tecnologica (razionale) porterà via è quanto di più terribile e inaugurabile possa immaginare. Mi auguro invece che l’Uomo possa abbandonare la sterile via della ragione pura, che lo ha distaccato dalla Natura al punto da portarlo al collasso ecologico. Dire che l’amore niente è contro ogni buon senso. Se l’amore è primitivo io allora mi ritengo fieramente un essere umano del paleolitico, che nulla di certo ha da invidiare a qualsiasi “uomo” del futuro che tu hai immaginato.

        • Anche io non mi dilungo, perché anche io penso sia fatica sprecata. Voglio solo dire questo: per gli uomini del futuro l’amore non sarà una parola, ma uno stile di vita, che metteranno in pratica proprio grazie all’uso della razionalità e non di facili sentimentalismi, che sicuramente non hanno mai, nel concreto, contribuito a migliorare la qualità della vita della nostra società.

  6. Le parole sull’amore non possono spiegare cosa è, non è possibile, invece possono solo parlare dei suoi effetti, di quello che proviamo, dei molteplici stati d’animo. Ognuno può parlare dell’esperienza dell’amore, nessuno riesce a parlare dell’amore. Le parole di Gibran sono meravigliose, conoscevo i racconti del profeta, e sono preziose, soprattutto come sollievo per l’intima esperienza che ognuno vive o ha vissuto e che forse rivivrà, creano comunione tra il sentire e l’esperienza raccontata. rendono partecipi dell’esperienza.
    Ma nell’età oscura in cui viviamo l’amore vive sepolto più che in altre ere, spesso è solo un Ego incarnato, continuamente affamato fino a diventare monarca delle vite umane. Forse per questo molto doloroso.
    Voglio credere che l’amore sia quel vento dell’età dell’oro, che tutti gli esseri abbracciava, invisibile sensazione che muove i fili d’erba, le nubi così come gli animi: elemento divino, sacro come la vita.
    Perché l’amore è inscindibile dalla vita, farne a meno è come rinunciare a essere vivi.

    • Il perché dell’amore. Mi è stato chiesto spesso ultimamente. E me lo sono chiesto anch’io. Non ne conosco la ragione, in realtà. Sembra sia senza perché. Sembra che il suo mistero risieda in qualcosa di soprannaturale e che il suo non svelarsi sia essenziale. Ognuno ha la sua idea dell’amore tranne pochi che dicono che ve ne sia solo una versione. Sconosciuta ai più.
      Sul dolore, Matteo, neanche di questo conosco le ragioni profonde. Però sento che eliminarlo, negarlo, disconoscerlo sia un po’ come smettere di accettarlo. Ciò che crea dolore nell’amore, mi sembra, è la sua assenza, non la sua presenza. Non so se la pensi così…

  7. Grazie, Germano, di aver riportato queste parole di Gibran che non conoscevo. Credo anch’io che l’amore sia questo e i miei pensieri sono quelli, anche se non detti così magnificamente come le sue parole.
    Mi riferivo al fatto che non tolleriamo più quella parte, quel tutto dell’amore che apre al rischio, al possibile fallimento, al dolore. Lo cataloghiamo come negativo, in quel senso, e quindi da evitare, superare, rinnegare… E invece forse la direzione dovrebbe essere un’altra: quella di osservare, accettare, essere grati di sentire. Tutto, quando c’è.

    • Prego!
      Per approfondire, a mio avviso lo “scienziato” contemporaneo (è uno psicoterapeuta specializzato in problematiche amorose e scrittore) che meglio spiega la _dirompente potenzialità di profonda trasformazione_ dell’amore, creativa quando è sano, distruttiva quando è malato, distinguendolo da altre forme di amore più blandi, è Nicola Ghezzani.

      Ecco perchè la paura di amare… soprattutto, per ricollegarmi ai temi del LLHT, in una società in cui la zona di comfort (e di schiavitù) è sempre più confortevole e diventiamo reffrattari a cambiamenti rischiosi, amore compreso…

      Infatti Francesco Alberoni mostra come il processo sia lo stesso tanto in una coppia quanto nei movimenti collettivi, quelli che muovono le masse in profonde rivoluzioni culturali, sociali, religiose, politiche.

      Io vedo che in questo periodo storico la crisi del capitalismo sta generando appunto un vasto movimento apparentemente molto eterogeneo, ma che ha in comune valori importanti, scaturito da una visione e percezione individuali, che diventano collettive.

      Ad esempio, alcuni rimangono colpiti dalla bellezza di un luogo di montagna incontaminato, si innamorano quindi della esistenza intera, di cui hanno percepito l’Unità, prendono coscienza della “non vita” a cui siamo condananti da un sistema perverso, e trovano la forza ed il coraggio di lasciare la zona comfort e dedicarsi al LLHT, controcorrente. 🙂

      • interessante e condivisibile (da me perlomeno) la tua analisi,in particolare quando parli di zona confort. In una battuta direi che l’amore è selvaggio, l’opportunismo è nella civiltà. Vivere in una civiltà sacrifica il lato profondo, quindi, sacrifica anche l’amore.

      • Sì, grazie, Germano. Condivido pienamente il pensiero che l’amore sia cambiamento così come sono sicura che anche il cambiamento sia amore: per se stessi, per gli altri, per il nostro pianeta. Amore significa senz’altro rinnovamento ed energia, illuminazione e forza. Attraverso quello specchio si riescono a capire molte cose di se stessi e di ciò che si è profondamente. Trovo anch’io che l’amore abbia molto a che fare con LLHT e con i temi che lo contraddistinguono.

  8. In alcuni punti le tue parole mi ricordano moltissimo il senso di queste di Kahlil Gibran, che forse conosci già.
    L’amore è uo di quei pochi reali bisogni umani (oggi difficilmente distinguibili dai fab-bisogni consumistici) che sintonizza tutti sulla stessa onda. Queste parole, come tante altre che hanno dato una ricchezza non misurabile in alcun modo, non vengono dall’occidente.

    L’Amore

    Allora Almitra disse: Parlaci dell’Amore.
    Ed egli sollevò il capo e guardò i presenti, e una gran pace discese su di loro.
    Egli parlò a gran voce:

    Quando l’amore vi fa cenno, seguitelo,
    Benché le sue strade siano aspre e scoscese.
    E quando le sue ali vi avvolgono, abbandonatevi a lui,
    Benché la spada che nasconde tra le penne possa ferirvi.
    E quando vi parla, credetegli,
    Anche se la sua voce può mandare in frantumi i vostri sogni come il vento del nord lascia spoglio il giardino.

    Perché come l’amore v’incorona così vi crocifigge. E come per voi è maturazione, così è anche potatura.
    E come ascende alla vostra cima e accarezza i rami più teneri che fremono al sole,
    Così discenderà alle vostre radici che scuoterà dove si aggrappano con più forza alla terra.
    Come fastelli di grano, vi raccoglierà.
    Vi batterà per denudarvi.
    Vi passerà al crivello per liberarvi dalla pula.
    Vi macinerà fino a farvi farina.
    Vi impasterà fino a rendervi malleabili.
    E poi vi assegnerà al suo fuoco sacro, perché possiate diventare il pane sacro per il banchetto divino.

    Tutto questo farà in voi l’amore, affinché conosciate i segreti del cuore, e in quella conoscenza diventiate un frammento del cuore della Vita.
    Ma se avrete paura, e cercherete soltanto la pace dell’amore ed il piacere dell’amore,
    Allora è meglio che copriate le vostre nudità, e passiate lontano dall’aia dell’amore,
    Nel mondo senza stagioni dove potrete ridere, ma non tutto il vostro riso, e piangere, ma non tutto il vostro pianto.

    L’amore non dà nulla oltre se stesso e non prende nulla se non da se stesso.
    L’amore non possiede né vuol essere posseduto,
    Perché l’amore basta all’amore.
    Quando amate non dovreste dire: “Dio è nel mio cuore” ma, semmai, “sono nel cuore di Dio”.
    E non crediate di guidare il corso dell’amore, poiché l’amore, se vi trova degni, guiderà lui il vostro corso.

    L’amore non desidera che il proprio compimento.
    Ma se amate e quindi avete desideri, i vostri desideri siano questi:
    Sciogliersi e farsi simili a un ruscello che scorra e canti alla notte la sua melodia.
    Conoscere il martirio della troppa tenerezza.
    Esser feriti dal vostro proprio intendere l’amore,
    E sanguinare di buon grado, gioiosamente.
    Svegliarsi all’alba con un cuore alato e dire grazie a un nuovo giorno d’amore;
    Riposare nell’ora meridiana e meditare sull’estasi amorosa;
    Tornare a casa con gratitudine la sera;
    E addormentarsi con una preghiera per chi amate nel cuore, e un canto di lode sulle labbra.

Esprimi un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...