Nel Truman show

Ricevo da una lettrice e volentieri pubblico questa scansione da un libro di testo utilizzato in un master post-universitario.

In fondo, non viene detto nulla di particolarmente nuovo, ma almeno c’è qualche pubblicazione specialistica che comincia a mettere un po’ di sabbia negli ingranaggi. E’ un buon segno, contribuiamo a diffonderlo:

Copertina

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Traduzione del testo evidenziato:

Nel luglio del 1991 David Rockefeller disse: “Siamo grati al Washington Post, al New York Times, al Time Magazine e ad altre importanti testate i cui direttori hanno partecipato ai nostri incontri [del Bilderberg, ndt] e hanno onorato l’impegno di riservatezza per ben quarant’anni. Sarebbe stato per noi impossibile sviluppare i nostri piani globali, se durante quegli anni fossimo stati esposti ai riflettori dei mass-media. Il mondo è assai più sofisticato e preparato a marciare verso una governance globale. La sovranità transnazionale di un’élite di intellettuali e banchieri globali è certamente preferibile all’autodeterminazione dei popoli che si è osservata nei secoli precedenti.”
Rockefeller

David Rockefeller (1915 – vivente)

Separatore

Essere autentici, solo questo. Cercare la verità e, se non la si riesce a trovare (o anche solo intuire), affidarsi almeno ai documenti e alle testimonianze che possono aiutarci ad aprire gli occhi. Io non mi ritengo un complottista, non vedo cospirazioni ovunque, né credo che la dietrologia sia un buon metodo per alimentare il nostro benessere. Credo anzi che i potenti del mondo siano spesso persone molto rozze, addirittura impacciate, nel costante perseguimento dei loro impronunciabili interessi.

Ma noi… noi che ci emozioniamo per un tramonto sul mare, o per un filo d’erba mosso dal vento, o per gli schiamazzi dei bambini che giocano sul prato, noi che viviamo basso e pensiamo alto… non commettiamo almeno noi l’errore di concedere a quei potenti la nostra preziosa indulgenza. Compatiamoli, certo, ma non assolviamoli. Pretendiamo anzi sempre la verità. Impariamo ad andare oltre le parole e i concetti di facciata, anche se appaiono seducenti. Ostiniamoci a scoprire la bellezza del mondo per come i nostri sensi ci consentono di apprezzarla, conservando la consapevolezza che ci sono in giro moltissimi illusionisti i quali, con le loro gigantesche e ingannevoli sovrastrutture mentali o con odiosi artifici semantici, cercano solo di distrarci dall’umile bellezza che sarebbe sufficiente al nostro cuore.

A noi non serve la vostra corrotta democrazia. A noi serve solo la nostra pace.

7 risposte a “Nel Truman show

  1. Pingback: Nel Truman show | Rambler in looking for equilibrium·

  2. Basterebbe che l’1% (dicesi l’uno per cento) degli esseri umani presenti sul Pianeta, si mettesse d’accordo in armonia, per mandare al macero la feccia che ci condiziona la vita… Altro che democrazia (rappresentativa)!

    E – tra parentesi – ma ci rendiamo conto o no, che la parte sana della popolazione in qualsiasi Nazione, è ben superiore all’1%? Che rabbia, eh?

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