Quando?

Vivo basso nella zuppa con cui ho cenato stasera, che era avanzata ieri e a cui ho aggiunto il pane secco rimasto in tavola oggi.

Vivo basso quando raggiungo i convegni a cui devo parlare nella mia zona in autobus, sperando sempre che al ritorno il cartone con i miei libri pesi un po’ meno che all’andata.

Vivo basso quando rispondo ad ogni mail che mi arriva (nonostante comincino ad essere tante…).

Vivo basso quando rifiuto offerte professionali (magari potenzialmente remunerative) da parte di persone che, nonostante tutto il materiale che su di me si trova ormai in rete, neanche si sono prese la briga di sapere chi io sia, in che cosa io creda, quale sia il mio orizzonte…

Vivo basso ogni volta che, perdendomi nel sorriso di mia figlia, non ho la minima idea se ciò che potrò insegnarle potrà mai esserle di qualche aiuto.

Vivo basso quando dedico tempo prezioso alla convinzione di poter cambiare in meglio, anche solo per qualche ora, la prospettiva di qualcuno.

Vivo basso nell’impasto per i biscotti che sta lievitando sul tagliere.

Vivo basso quando non dico mai dei no pregiudiziali.

Vivo basso quando, non (pre)giudicando, finisco spesso per dire dei sì.

Vivo basso ogni volta che mi confido con un’amico. O un amico si confida con me.

Vivo basso quando considero giusto il guadagno, ma ingiusto il lucro.

Vivo basso quando avverto istintivamente le conseguenze globali delle mie azioni personali (cit.).

Vivo basso se percepisco il sussurro delle cose, anche oltre la loro fisicità.

Vivo basso ogni volta che ho paura. E ogni volta che, per questo, la ringrazio.

Vivo basso quando trascorro un’intera mattina in silenzio, mentre laggiù, ben oltre la fine della vallata, l’umanità formicola per una smania in più, un’ulteriore mandata al catenaccio della sua cella…

Vivo basso nel pesto alla genovese fatto con il nostro basilico e le noci raccolte per terra.

Vivo basso nei polverosi ingranaggi di quella vecchia pendola, ferma da anni. Ricordo sbiadito, forse traditore, certamente accogliente.

Vivo basso ogni volta che riparo con le mie mani qualcosa che si rompe (ma non quella pendola).

Vivo basso mentre osservo la scatola di pipe sullo stesso ripiano che, tanti anni fa, reggeva il televisore.

Vivo basso quando, accendendone una, mi sincronizzo con la vecchia pendola.

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Separatore[Aggiunto il 16 dic] Se può interessarvi, sulla mia pagina Facebook personale i lettori stanno allungando la lista, ognuno con il suo “vivo basso quando…”

14 risposte a “Quando?

  1. Vivo basso, quando prendo il meno possibile l’auto, quando butto meno cibo possibile, quando spengo tutte le luci non necessarie…..
    Volo alto, quando penso che il pianeta è un unico grande organismo, come nel film Avatar, per cui o ci salviamo tutti o sarà brutta per tutti.

  2. Vivo basso, quando vado in una parrocchia vicina al centro e acquisto con una decina di Euro vestiti usati (in ottimo stato), che in qualsiasi negozio avrei pagato dieci, venti volte tanto; e sapendo che quei soldi che ho dato, serviranno ad aiutare persone con problemi mentali.

    No, aspetta Andrea, cosa sto dicendo? Basso? No, sto Vivendo Alto!

  3. Vivo basso quando il mio computer ha cinque anni e va senza batteria.
    Quando mi rendo conto che ciononostante lo uso di più e con più soddisfazione di quanti hanno un I7 tetracore e lo lasciano ad arrugginire. Quando se il masterizzatore si rompe gliene faccio montare un altro usato e guardo mentre il tipo, piuttosto ingegnoso, lo monta, in modo da imparare.

    • Qualche mese in fila all’isola ecologica vedo una persona che sta per gettare uno stereo con casse. Non funziona solo lettore CD, ma radio e cassette si, compreso ingresso aux, cui collegare a computer o altra sorgente. Effettuiamo “la cessione” fuori dall’isola…

  4. Azz. Frecciatina: io vivo basso da quando non controllo più Facebook ogni due per tre
    (dunque non portò andare sulla tua pagina per un po’. E’ vero, non è retorica)

    • Non capisco la frecciatina. Se è per il mio ingresso su FB, al di là del fatto che già c’ero da un paio d’anni (con una pagina “aziendale”), credo che – come tutti gli strumenti – possa essere usato bene. Per veicolare cioè il messaggio in modo sano, polarizzante e, soprattutto, non banale.
      In ogni caso, nessuno mette in dubbio che tu non lo usi compulsivamente. Ciao, grazie

      • Veramente era proprio così: pubblicavo molte cose interessanti ma poi mi sono accorto che mi portava via una marea di tempo, che quasi tutti gradivano più sciocchezze, frizzi e lazzi (e ne pubblicavano) dunque mi sono sentito come un filosofo che prova a parlare di Hegel al varietà. Inoltre perché mai continuare a far guadagnare qualcun altro con propri contenuti gratis?

        • Si, credo di capire cosa intendi. Lo vedo già dopo solo una settimana che è potenzialmente “fuorviante”, diciamo così. Ma ne vedo anche le opportunità, per chi – come me – sta in fondo dedicandosi anche a un’importante attività divulgativa.
          Come ho detto, è uno strumento. E, come tutti gli strumenti, la responsabilità del loro utilizzo è trasferita a chi li maneggia…

  5. Bellissimi i “quando” del tuo vivere basso!
    I gesti di tutti i giorni, la quotidianità….è lì che abbiamo potere, il potere di scegliere come vivere, con sobrietà, impattando il meno possibile sul mondo!
    Spesso si pensa di poter far qualcosa per cambiare il mondo solo con grandi gesti, che sembrano pertanto impossibili da attuare…..e invece è proprio nella quotidianità che, cambiando noi stessi e le nostre scelte, cambiamo il mondo.
    Ciao, buona vita bassa e pensieri alti 🙂
    Serena

  6. Stai volando altissimo;
    stai vivendo come vuoi,
    stai facendo quello che vuoi,
    sei liberooooo.
    Sei Mujica 2.
    Ciao Andrea, auguroni.
    P.S. Il tuo articolo mi ricorda una massima che avevo letto, ma, che ora non trovo più, neanche cercandola col lanternino, l’hanno censurata, non c’è altra spiegazione, faceva troppo pensare!
    Più o meno era composta da decine di “ti odio”, tipo questi:
    ti odio perché SEI DIVERSO
    ti odio perché SEI NERO
    ti odio perché HAI UNA RELIGIONE DIVERSA
    ti odio perché PARLI UN’ALTRA LINGUA
    ti odio perché SEI POVERO
    ECC. ECC.
    e finiva con:
    ti odio perché MI FAI VERGONARE.

  7. Al “Quando?” si potrebbe rispondere anche con un “SE”.
    Il “SE” di Rudyard Kipling di cui ho una copia incorniciata sul comò.
    Ma stasera scelgo di condividere i valori che esprimi in pensieri, parole, e soprattutto azioni, tramite le parole di un’altro autore che mi ha profondamente toccato, Joseph Beuys.

    “Manuale della Buona Vita” di Joseph Beuys

    Fatti cadere, impara ad osservare i serpenti.
    Pianta giardini impossibili.
    Invita qualcuno di pericoloso a bere un tè.
    Fai piccoli segni che dicono di si
    e distribuiscili per tutta la casa.
    Fai amicizia con la libertà e l’insicurezza.
    Rallegrati dei sogni.
    Piangi al cinema.
    Al chiaro di luna, vai sull’altalena più in alto che puoi.
    Coltiva stati d’animi diversi.
    Rifiutati di sentirti “responsabile”, fallo per amore!
    Non dimenticare di fare il pisolino.
    Regala soldi. Fallo subito. Ritorneranno.
    Credi nella magia, sii pronto a ridere.
    Fai un bagno nel chiaro di luna.
    Sogna sogni selvaggi, fantasiosi.
    Dipingi su tutti i muri.
    Leggi ogni giorno.
    Immagina di essere incantato.
    Ridi insieme ai bambini, ascolta i vecchi.
    Apriti, immergiti. Sii libero. Fai le lodi di te stesso.
    Fai cadere la paura, gioca con tutto.
    Intrattieni il bambino in te.
    Sei innocente.
    Costruisci un castello di coperte.
    Bagnati.
    Abbraccia gli alberi.
    Scrivi lettere d’amore.

    Traduzione dal Tedesco di Stefanie Golisch

    Vivo basso, sogno alto, perchè solo nei sogni sono veramente libero.
    Un caro saluto.

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