Libera i sogni

Realizzare un sogno è qualcosa che non ci appartiene più di tanto. Vediamo scorrere come in un film quelli di qualcun altro e sono sempre qualcosa di estraneo, di lontanissimo, che appartiene a un altro mondo: quello dell’immaginazione, dell’un caso su mille. Quelli che ci lasciano imbambolati ad immaginare e gioire in forma surrogata, o frustrati a terra a maledire la nostra sorte ingiusta e cattiva.

Noi non proviamo nemmeno a sognare di nostro, perché siamo già in partenza trattenuti da corde e àncore che limitano la nostra visuale.

Non siamo abituati a interrogarci sui nostri reali desideri, progetti e sogni, se non come un esercizio di parole, un gioco di pensieri. Tanto per provare, per immaginare.

Certo, molte distanze le abbiamo colmate, molti obiettivi raggiunti, molte mete battute. Per poi accorgerci, però, che quei sogni non erano i nostri ma quelli degli altri. E credevamo che saremmo stati felici o almeno contenti non appena fossimo giunti da quelle parti. Non è stato così.

I sogni si vendono al supermercato, un tanto al chilo. E ci sono offerte interessanti più o meno una volta alla settimana. Lo vedo nei carrelli che mi sfilano davanti con la gente stressata dalle luci e dal caos a spingere montagne di inutili desideri realizzati che saranno spazzatura dopo poco. Affinché il rito possa ripetersi all’infinito.

Il sogno si vende nelle agenzie immobiliari dove sarai felice e contento di finalmente incatenarti a vita a quel mutuo, il sogno di una vita. Che costa la tua vita. La tua vita in cambio di quel sogno che potrai difficilmente godere per pagarne l’idea. Ma te lo vendono come un sogno già impacchettato, pronto, non devi davvero desiderarlo. E’ già in vetrina. Necessario. Sei obbligato a sognarlo così com’è. Come tutti.

I sogni ti aspettano nelle concessionarie luccicanti di eleganza e tecnologia dove un illusorio simulacro di libertà e indipendenza viene biecamente svenduto per un altro pezzo della tua vita.

Il lavoro che aspettavamo. Che altri aspettavano per noi, che erano impegnati a sognare per noi, per il nostro presunto bene, per il nostro equilibrio di cuore e di mente, per il nostro benessere, per vivere, insomma.

Sono i nostri sogni a catena. Quelli telecomandati, che funzionano perfettamente uguali per tutti, che costano fortune di energie. Sono i sogni offerti e approvati, quelli giusti, quelli senza obiezioni di nessuno, quelli che non dobbiamo cercare. Quelli che ci mettono in competizione gli uni con gli altri nel gioco del chi ha e chi non ha ancora, del non è giusto che lui o del non è giusto che io. Tutti soli. Incapsulati e immobili. Tra desideri di rivalsa e invidie da coltivare che ci tengono in vita. Sono i sogni che ti fanno arrivare dove non possono gli altri. E in quella beata solitudine dell’esclusività che ti hanno venduto dovresti sentirti felice di avere quel po’ di più.

Eppure, noi siamo capaci di sogni liberi. Prendiamo spunto e impariamo dalle nostre sensazioni di disagio e dalle nostre invidie profonde. Cosa invidio tanto di quel sogno e perché? Forse anch’io vorrei… Allora andiamo, domandiamo, chiediamo, mettiamoci in cammino, esponiamoci agli sguardi, alle risate, alle prese in giro, alle disapprovazioni di ogni genere. Chiediamo a quella persona che sta forse aspettando te per condividere il suo perché da sola non ce la fa.

I sogni veri sono resistenti, per niente facili, appena gli soffi dentro un barlume di vita ti si rivoltano contro, ribelli. I sogni che si incarnano diventano come d’improvviso pesanti, sono il tuo specchio e i tuoi maestri di resilienza, sconfitta, forza, fede. Così come sono capaci di darci emozioni, gioia, senso. Sono i nostri. E sono imperfetti e veri. E in quelli siamo veri noi.

Il problema non è realizzarlo. Il punto è cercarlo, conquistarlo, stanarlo, il nostro sogno. E dargli un nome, una dignità, una sua rispettabilità. E non è necessario che sia un qualcosa di straordinario come un viaggio intorno al mondo o chissà cos’altro. Basta iniziare da un piccolo sogno e seguirlo fin dove va, fin dove si spinge da solo. Ci basta stare a guardare e ascoltare se ha qualcosa da dire, un indizio, un suggerimento, un cenno di qualche sorta, un’indicazione.

Un piccolo e anche piccolissimo, insignificante sogno può indicare direzioni impreviste fino a farci arrivare in territori che non conoscevamo neppure ma che erano forse sempre stati nostri e dai quali vivevamo lontanissimi. E così crescere e avvicinarci, un po’ di più, a ciò che profondamente siamo.

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5 risposte a “Libera i sogni

  1. Cara Marica, sono l’autore di 12 Passi di Teoria e Pratica nella Felicità Sostenibile, libro che sorge dalla stupenda scoperta di Prospero “Siamo la sostanza di cui sono fatti i Sogni”.
    Credo interessante e utile conoscerci, a seguito di questa Connessione nata da una Coincidenza non-casuale.
    Liete ore!
    Nicola Antonucci
    Milano
    Nicola.antonucci@libero.it

  2. Marica, qui abbiamo finito i complimenti per ciò che scrivi. Mi è rimasto un “grazie dal cuore” in fondo alla borsa. Lo accetti?
    Comunque i sogni sono una cosa serissima. SE-RIS-SI-MA.
    Ti ho parlato di LEACA? Beh quando ci rivedremo, te ne parlerò.
    Un abbraccio,
    Enrico

    • No, non me ne hai parlato e quindi sono curiosa… I sogni, sono d’accordo, sono la cosa più seria che c’è… Così come le sensazioni. Perché sono nei luoghi profondi. E mai possono essere sbagliati…

  3. Che coincidenza, Proprio stanotte ho fatto un sogno bellissimo: che imparavo a volare. Ero con delle persone che già lo facevano, e scoprivo, lentamente, che anche se tutti prensavano fosse impossibile, invece lo era! Bastava rilassarsi e concentrarsi appena, era solo questione di pratica. A lavoro poi il mio collega di gabbia mi ha detto che il sogno di volare è uno dei più diffusi…

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