Prologo

Attenzione! Questo è un video del 2014 che sicuramente non avete mai visto e che potrebbe turbare qualcuno. Ma almeno per me – e in particolar modo oggi – rappresenta un’ottima opportunità di riflessione: solo per questo lo propongo.

– – –

Per chi si chiedesse il motivo di questo post, qui c’è l’epilogo.

Ego Eco

7 risposte a “Prologo

  1. Più che di esultanza si tratta di profonda amarezza per un pubblico che gode alla vista del sangue, della sopraffazione, della violenza, della morte. Cioè non la morte in sé o la violenza in sé (che esiste anche in natura: lotta per la sopravvivenza, uccisioni ecc..) ma la sua gratuità, inutilità e imparità. Se la violenza o la morte è inserita nell’ambito naturale dell’animale che combatte o caccia per mangiare è una cosa (per quanto ci possa fare male), il godere di una violenza inutile e barbara è un’altra.
    Lo spettacolo è la violenza e la morte in una corrida. E violenza e morte ci sono state. Non so quanti spettatori saranno andati via dall’arena riflettendo a ciò che era successo. Ne dubito fortemente. Lo spettatore sa che il torero può morire. Anche quello è parte del gioco, un collateral in fondo.

    • No, come ho scritto nella risposta a Marìca, non può essere banalmente questo l’atteggiamento che può aiutarci a fare qualche passo avanti (se non altro, per non scendere al loro livello).
      Credo invece che occorra saper intercettare l’insegnamento che ci viene offerto da questa sorprendente circolarità. Farlo nostro, elaborarlo, essergli sinceramente grati… Era questo lo spirito – nascostissimo – del post.

      Se ci limitiamo al semplicistico (e autoassolutorio) “ben gli sta”, legittimiamo e spianiamo la strada a una potenzialmente infinita escalation di biogiustizialismo. Perché, infatti, se posso esultare per la morte di un torero, non posso allora esultare anche per le vittime degli incidenti stradali, che con le loro scelte attentano alla qualità dell’aria e al pianeta intero? Dove andrebbe posizionata la soglia dell’esultanza…?

      Accontentiamoci invece di questo insegnamento che la Natura ci ha gratuitamente offerto. E utilizziamolo per fare un passo avanti nella nostra comprensione degli equilibri della Vita…

      • Andrea capisco benissimo cosa vuoi dire ma, nella specie, non vedo nessuna circolarità.
        Vedo solo un imbecille (e idioti che plaudono), figlio d’una cultura grottesca e becera, che si sente super macho solo perché prevale su un animale, peraltro stordito dalla droga, indebolito appositamente e in evidente inferiorità numerica. Quindi neanche di uno scontro leale si tratta.
        Nel corso della mia vita ho constatato e registrato, purtroppo, che la maggior parte di questa (ed altra) gentaglia, la fa franca.
        Sono tra l’altro millenni che l’uomo, a vario titolo, prevarica sugli animali, sul punto ad esempio Plutarco col suo “Trattato sugli animali”, senza che mai sia stato chiesto il “conto”.
        L’identificazione Toro/Natura, Uomo/Uomo, nell’accezione in altre occasioni da te esplicitata (come danno che l’attività umana imperniata al neoliberismo cagiona all’ecosistema), a mio avviso non regge, quantomeno sotto l’aspetto della volontà/intenzionalità.
        Qui abbiamo un idiota che volontariamente cagiona un male, li abbiamo l’uomo (escluso quell’1% di élite) che cagiona un danno alla natura, in buona parte inconsapevolmente e perchè ingannato dalla manipolazione.
        Comunque sia, spero che questo “conto” la natura lo presenti al più presto a questa disgraziata umanità.

    • Credo che in questo caso, ciò che possiamo fare, in qualsiasi esempio di sopraffazione uomo vs animale, anche se sono sempre più convinto e fiero di essere io stesso un animale, sia di essere eticamente integri e di dare il nostro esempio, incondizionatamente ed in modo integerrimo. Prendo spunto da una frase che esprime un chiaro concetto della mia posizione : ” le parole insegnano, ma è l’esempio che guida…”
      Noi non dobbiamo usare questi video per dicotomizzare, ciò che è bene o male, giusto o ingiusto, vero o falso, bensì creare nel maggior numero di persone quella sensibilità al comune rispetto del prossimo (qualunque cosa o vita sia) che si sta sempre più perdendo.
      La vita è uno spettacolo ed è bellissima ! Quello che manca in questi spettatori è la mancanza di stimoli nuovi al cambiamento. Quello che hanno in grande quantità sono una moltitudine di credenze limitanti che li rendono ciechi verso la natura !

    • Grazie. È una questione delicatissima, in cui il rischio di scivolare nel biogiustizialismo e, soprattutto, nel cinismo è altissimo. Ho cercato di mantenermi equidistante, concentrandomi sull’intrinseco equilibrio che la natura – e lei sola – è sempre in grado di garantire. Credo che si debba stare attenti alla facile deriva del “Ben gli sta!”, perché sennò cadremmo in un errore ugualmente biasimevole.
      Il progetto della Natura è circolare: il conto arriva cioè sempre. Se identifichiamo il torero con l’Essere Umano e il toro con la Natura, capiamo a cosa ci porterà – e perché – la nostra arroganza.
      Toro e torero non sono rispettivamente il Bene e il Male in sè, fanno entrambi parte di un unico processo circolare…

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