Una storia semplice. Come loro.

silviaSilvia, 33 anni, una ragazza come tante, con un lavoro da impiegata amministrativa che ho fatto per 13 anni, una vita “normale” come quella degli altri, poi un giorno comincio a farmi più domande fino a che qualcosa dentro di me si è rotto. Non era la mia strada, avevo capito che volevo fare altro. Ho iniziato a farmi delle domande, ho cominciato a chiedermi cosa era importante per me e non per gli altri e a dare ascolto alle mie passioni fino a che ho lasciato il mio lavoro “fisso”.
Questa scelta mi ha permesso di scoprire una realtà diversa, scoprendo un mondo fatto di autoproduzione (cosmesi, saponi, cibo, ecc), agricoltura e comunità.
Arriva anche la passione per l’erboristeria, le piante, le cure olistiche e così qualche mese fa decido di iscrivermi a Naturopatia. Io e Ivan abbiamo un sogno che vorremmo realizzare, non troppo in là nel tempo: creare un nostro luogo dove fare agricoltura, ospitalità e spazi per fare attività dove il bene-essere della persona sia il fulcro principale, quindi poter utilizzare anche la naturopatia come parte integrante del nostro progetto.

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Ciao Silvia, grazie innanzitutto per la disponibilità e per il tempo che stai dedicando a queste domande. Ci racconti qualcosa di te e come sei arrivata a LLHT?

Ciao Andrea, grazie per l’opportunità che mi dai per parlare di me! Ho 33 anni, ero una ragazza come tante, con un lavoro da impiegata amministrativa che ho fatto per 13 anni. Una vita “normale” come quella degli altri, poi un giorno… in realtà è iniziato tutto con un corso di autoproduzione di cosmetici. Lo trovai per caso e mi iscrissi senza pensarci. Iniziavo a scoprire un nuovo mondo e da quel momento ho cominciato a farmi delle domande, ho iniziato a “sospettare” che ci fossero tante, troppe cose dalle quali noi essere umani siamo inutilmente dipendenti e a quante altre cose ignoravo. Quel giorno qualcosa dentro di me si è rotto. Quello che avevo fatto sino ad all’ora non era la mia strada, avevo capito che volevo fare altro. Ho cominciato a chiedermi cosa fosse importante per me e non per gli altri e a dare ascolto alle mie passioni fino a che ho lasciato il mio lavoro “fisso”.
Questa scelta mi ha permesso di scoprire una realtà diversa, scoprendo un mondo fatto di autoproduzione, agricoltura e comunità. Nel corso del tempo mi sono appassionata alla permacultura, allo studio delle proprietà delle erbe officinali, delle piante selvatiche e mi sono iscritta ad altri corsi anche sull’autoproduzione di saponi, attività che mi permette di sbizzarrirmi e creare saponi di fantasia, tanto che ad aprile ho iniziato a venderli a due mercati di Campi Aperti a Bologna (rete di Genuino Clandestino).

img-20161009-wa0002Tutto questo mi ha permesso di diventare più autonoma a casa, perché non acquisto più nessun tipo di detergente o sapone per la persona ed è stato per me un’ulteriore prova di essere in grado di SAPER FARE e di potermi rendere ancor più indipendente. In più sono diventata socia di Arvaia, una C.S.A. di Bologna che coltiva ortaggi biologici, ovvero una comunità che supporta l’agricoltura sostenendo il progetto e prestando la mia manodopera volontaria nelle attività agricole. Questo mi ha permesso di curare ancora di più la mia alimentazione e la salubrità dei prodotti che mangio e di entrare a far parte di un’ulteriore comunità di persone con finalità e idee simili alle mie.

E così due anni fa, insieme al mio compagno, ci siamo trasferiti in una casetta in affitto nella prima campagna bolognese, lontano da quella che sono le realtà di condominio, sterili e caotiche. Qui riusciamo ad avere il nostro giardino e anche il nostro piccolo orto, facendo così la mia prima esperienza da coltivatrice… che è andata piuttosto bene! Infine adesso scrivo anche di temi legati all’autoproduzione sul blog Vivisostenibile e questa cosa mi piace immensamente, soprattutto perché ho vinto la mia più grande sfida personale: SCRIVERE! Ho sempre avuto il terrore, sin da piccola, perché non mi sentivo in grado, complice anche una sbagliata impronta scolastica. Proprio durante il mio periodo di scollocamento mi sono imbattuta, quindi, anche in LLHT che è stato di grande supporto nel mio percorso. Leggendo gli articoli, le testimonianze e le riflessioni di altre persone, ho percepito chiaramente di non essere la sola a compiere certe scelte e di quante persone si siano trovate nella mia stessa situazione.

C’è stato un episodio in particolare che ti ha fatto decidere di abbandonare la tua vecchia vita, oppure è stato un processo lento e continuativo?

Sicuramente è stato un processo graduale ma inesorabile! Come dicevo poco fa, sicuramente il corso di autoproduzione di cosmesi ha fatto un po’ da ponte tra la vecchia e la nuova Silvia, ma c’è stato forse anche un altro episodio: iniziavo a non stare più bene, né psicologicamente né fisicamente, tant’è che mi rivolsi ad un naturopata che seguiva già da tempo una mia amica, che mi trovò anzitutto decine di intolleranze alimentari dovute alla tipica alimentazione non naturale e prettamente industriale che oggigiorno si segue, ma anche stati d’animo negativi legati alla poca autostima e insoddisfazione personale. All’inizio per me, che non mi preoccupavo minimamente di tutte queste cose, fu molto traumatico. In realtà tutto questo fu per me un’opportunità che scelsi di cogliere, decidendo di affrontare sia una lunga disintossicazione alimentare che la mia bassa autostima. Tutto questo ha poi fatto scaturire piano piano tutto il resto, mostrandomi la vastità di possibilità e di scelte che potevo compiere. La mente aveva iniziato ad aprirsi a 360° su ogni aspetto della vita. Quella disintossicazione alimentare, nello specifico, che doveva essere solo di 5/6 mesi in realtà… NON E’ MAI TERMINATA e si è evoluta nel tempo in molto e molto altro!

Sei sola in questo cammino o lo condividi con qualcuno?

Come accennavo prima, condivido tutto ciò col mio compagno Ivan, con cui fortunatamente siamo sulla stessa lunghezza d’onda e anzi ci compensiamo. A sua volta, anche lui sta facendo il suo percorso, cercando di realizzare le sue passioni. Si interessa anche lui di permacultura ma soprattutto di agricoltura biodinamica, cosa che l’ha portato a seguire un corso a Firenze ed ad ottenere la relativa qualifica.
Con lui abbiamo condiviso anche qualche esperienza di wwoofing in Italia, che ci ha permesso di imparare tantissimo sull’agricoltura ma anche semplicemente sulle persone che adottano stili di vita fuori dalla morale dominante.
Nel nostro percorso, abbiamo anche aperto il nostro blog Duecuorintransizione, dove parliamo di agricoltura, sostenibilità, autoproduzione e decrescita in generale e che ci ha permesso a sua volta di farci conoscere tante persone nuove che seguono ciò che facciamo. Cosa non meno importante Ivan si è preso un periodo di aspettativa, dal suo attuale lavoro di informatico, e si è dedicato molto all’agricoltura, andando quasi costantemente ad Arvaia (essendo a 5 minuti da casa nostra), imparando quindi tantissimo a livello agricolo. sei.jpgE in ultimis abbiamo attaccato ad una piccola vacanza in Sardegna una bella settimana alla pari in cui insieme abbiamo vendemmiato e torchiato l’uva per fare il vino.

Ti va di raccontarci il tuo sogno e come intendi realizzarlo?

Diciamo che ho sia un sogno personale che un sogno comune con Ivan. Nel corso di questi anni, come dicevo, mi sono appassionata a tutto ciò che è natura, erbe, piante e anche a ciò che è la fitoterapia, mi sono appassionata all’uso degli oli essenziali, ho letto libri, e ho iniziato a sperimentare anche un po’ su me stessa e alla fine tutto ciò insieme mi ha portato gradualmente a capire che IL MIO SOGNO è diventare naturopata.

Il sogno comune mio e di Ivan è quello di realizzare un nostro luogo dove fare agricoltura, ospitalità e avere spazi per fare attività e seminari, dove il bene-essere della persona sia il fulcro principale, infatti a fine luglio ho deciso di iscrivermi appunto alla scuola di naturopatia per poter utilizzare in futuro anche questa mia passione/disciplina come parte integrante del nostro progetto.

Quali saranno le risorse a cui pensi che dovrai affidarti?

Per ciò che concerne nell’immediato la scuola di naturopatia possiamo parlare di risorse economiche. Col lavoro che ho fatto fino all’anno scorso ho potuto mettere da parte qualche risparmio e riuscire molto in extremis ad anticipare la retta dell’iscrizione, ma al momento non avendo un piccolo reddito fisso, ho deciso di aprire un crowdfunding in modo da poterli recuperare per poi reinvestirli nell’iscrizione del secondo anno. C’è da considerare che, come ho anche scritto all’interno della pagina crowdfunding, già dopo il primo anno di scuola, al passaggio di ogni esame, otterrò delle qualifiche specifiche con le quali potrò praticare quelle determinate discipline, riuscendo quindi contemporaneamente sia a iniziare ad allenarmi nella mia passione sia a racimolare piano piano un piccolo reddito. Ho quindi bisogno di una “spintarella” per così dire…

Per il progetto con il mio compagno, stiamo cercando un luogo in campagna o in collina dove ci sia una casa dove poter abitare, magari potendo già ospitare in una camera e un po’ di terra poter iniziare a coltivare quello che ci serve per noi e per le nostre attività. Per il momento in affitto o comodato, non avendo cospicue liquidità, in modo da poter iniziare a fare che desideriamo.
Abbiamo già un piccolo progetto, ci serve solo il luogo disponibile! Stiamo già cercando, ma ci vuole pazienza e costanza in queste cose… se anzi qualcuno dei lettori di LLHT avesse proposte interessanti da offrirci, ci contatti pure!

Io parlo sempre di “prigioni di comfort”: hai paura di rimpiangere qualcosa, ora che ne sei fuori

Posso risponderti subito che prima o poi mi sarei trovata nella posizione contraria: RIMPIANGERE DI NON AVERLO FATTO! Credo si tratti sempre e solo di prendersi le proprie responsabilità, ascoltarsi e avere il coraggio e la forza di scegliere cosa sia meglio per noi stessi. Non è facile e a tutto ci sono pro, contro e momenti difficili, ma sinceramente la salute, le esperienze e la forza interiore che ho guadagnato, prima non sapevo nemmeno di averle…!

Hai un appello da fare ai lettori di LLHT?

Di ascoltarsi, dare voce alle proprie passioni e cercare di fare di tutto per realizzarle! Ci è stata data una sola vita, qui sulla Terra. Tanto vale approfittarne per quanto ci è possibile, vivendo la propria vita e non quella dettata da altri. Bisogna valorizzare le persone e le relazioni che sono, a mio avviso, le cose fondamentali, ora più che mai!
Infine, se posso approfittare dell’occasione, ho parlato prima del crowdfunding che ho aperto: chiunque abbia voglia di aiutarmi o di condividerlo e divulgarlo, sarebbe per me un aiuto piccolo ma molto prezioso per il mio futuro e ringrazio di cuore tutti in anticipo.

Buon cammino, ragazzi!