Semplific-azioni

Sogno. Ispirazione. Metodo. Rigorosamente in quest’ordine. Ma, altrettanto rigorosamente, tutti e tre.

E’ evidente che viviamo in un mondo in cui ci risulta molto più facile affibbiare etichette. Griglie e matrici sono scappatoie molto rassicuranti. Perché forniscono l’illusione del controllo sulla realtà circostante. La sublimazione della categorizzazione riguarda i ruoli professionali. Ma anche incasellare (giudicandole) le predisposizioni attitudinali non è meno frequente. Chi sa emozionarsi per un raggio di sole non può risolvere una sistema di disequazioni di terzo grado. Certo, come no. Umanisti oppure scienziati. Oppure. E’ anche per questo che io – ormai lo sai – ho fatto i miei bravi tripli salti carpiati con avvitamento, nella vita. Diventare diventanti, ricordi?

Allora, eccomi qui nella mia versione hard-core. L’intento, spero sia superfluo precisarlo, non è autocelebrativo. Ma è una forma di rispetto per te e per ciò in cui, negli anni, hai trasformato questo progetto.

VISITATORI UNICI

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A partire dalla sua nascita, il numero di visitatori unici del blog è mediamente aumentato del +45% ogni anno, arrivando nel 2016 a 46’186 persone. Questo significa che ogni giorno di quest’anno circa 130 persone diverse hanno visitato mediamente LLHT. Oltre ad essere un ottimo dato già di per sé, ciò che appare particolarmente confortante – sopratutto in considerazione della delicatezza delle questioni che affrontiamo qui sopra – è la sua tendenza nel tempo.

ATTIVITA’ EDITORIALE

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Oltre all’uscita di due libri nell’ultimo biennio (con due editori fantastici), è naturalmente la microattività editoriale in corso d’anno a decretare l’interesse per il progetto LLHT e a incidere conseguentemente sul numero di lettori e simpatizzanti. Ovviamente, questa attività ha un fattore limitante implicito, cioè… il tempo disponibile! Per questo motivo, il numero di articoli sui canali a mia disposizione (ma non la loro qualità, spero) sta subendo una fisiologica contrazione; e questo, nonostante il preziosissimo supporto dei collaboratori del blog, la cui attività si è invece intensificata (e per la quale, qualcosa mi dice, riuscirò presto a concretizzare la mia riconoscenza).

SOCIAL NETWORKING

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Questa statistica discende naturalmente dalla viralità offerta dal web. A tal proposito, ricordo ancora le parole dell’amica Elena Tioli che, poco più di un anno fa (il 7 dicembre 2015) mi disse queste esatte parole: una persona in grado di esprimere i tuoi contenuti non può non avere un profilo Facebook! Da quel giorno, oltre alla pagina Facebook del blog, è subentrato quindi il mio profilo Facebook personale (che adesso, raggiunto però il limite invalicabile dei 5’000 amici, tornerà a lasciare il ruolo di protagonista alla pagina). Complessivamente, considerando anche i seguaci di Twitter, ma soprattutto lo “zoccolo duro” dei quasi 600 iscritti a LLHT.org, siamo ormai prossimi alla prestigiosissima soglia dei diecimila lettori!

ATTIVITA’ SUL TERRITORIO

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Di tutte le informazioni, questa è naturalmente la più importante e significativa, poiché rappresenta l’interesse effettivamente e concretamente manifestato dalla società civile nei confronti del progetto LLHT. Sto parlando cioè di persone, gruppi, comunità e organizzazioni che si sono attivate per organizzare sui rispettivi territori un evento che prevedesse la mia presenza in qualità di relatore o formatore. Quando vedo questi numeri, ricordo sempre a me stesso – e non senza qualche brivido – quella che solo tre anni fa era la mia vita… Un colletto bianco perfettamente collocato nel sistema (ah, quelle griglie e quelle matrici…!) e pronto a battere i tacchi ogni qual volta quel sistema me lo richiedesse. Chi mi legge da tempo lo sa bene: io non amo parlare né di libertà, né di felicità. Libertà e felicità sono concetti indubbiamente seducenti, ma troppo spesso scivolosi. Sono concetti che innegabilmente “vendono”, che lusingano ma che qualche volta – anche – illudono. E tradiscono. Bé, questa volta sarei ipocrita se negassi che quello che tutti insieme stiamo facendo, grazie a questo blog nato quasi per caso, qualcosa a che fare con la libertà… in fondo… ce l’ha. E forse – ma questo ce lo teniamo per noi… – anche con la felicità.

Anche perché ogni tanto capita di ricevere, dal partecipante di uno dei tuoi eventi, una mail come questa.