La presa della Bastiglia

Io passo in mezzo ai miei contemporanei come in mezzo a frammenti dell’avvenire, di quell’avvenire che io contemplo. (Nietzsche)

– – –

“Che cosa vuoi fare da grande?”

Siamo stati allevati nel bombardamento adulto ed adultero di questa domanda. Che aveva un solo, piccolo problema. Era sbagliata.

La domanda giusta sarebbe stata: “Chi vuoi essere da grande?”

Oggi, grazie se non altro a questa benedetta crisi, ci troviamo a rimettere in discussione le paturnie esistenziali scatenate da quella domanda, a cui pochissimi di noi hanno saputo dare una risposta (tanto per essere chiari: io non ero tra quei pochi).

Oggi, che non esistono per fortuna più spazi, tempi e anime per rispondere univocamente a quella domanda che da sempre riecheggia nel nostro cuore, per molti scattano come manette le prescrizioni di Prozac. No, decisamente non bello.

Gli effetti collaterali sono dirompenti e sono sotto gli occhi di tutti. Ma per molti, troppi di noi il re è ancora sontuosamente vestito. Chi da un pezzo lo vede invece in mutande, vorrebbe fuggire. Ma la fuga è solo l’ultima delle nostre utopie.

Sono diverse mattine che, mentre porto in passeggino mia figlia all’altalena… ascolto. Ascolto. La primavera scalpita. E l’aria ribolle. Trasportando voci che involontariamente ascolto. Ne riporto qualcuna. La provenienza è ovviamente senile (a quest’ora della mattina i miei coetanei sono tutti impegnati a fare i padri di famiglia, portando a casa i soldi).

Ieri, tre uomini con dei faldoni arrotolati in mano (mi sembravano geometri): Ma infatti, andando avanti così, chi ce le paga a noi le pensioni?

Oggi, passando proprio di fianco allo scivolo, due anziani preparano la rivoluzione: Qui ci vuole una guerra civile! Ma chi è capace di farla ormai?

Sorridendo, mi è tornato in mente il vecchio passaggio di Nietzsche che ho messo all’inizio (credo sia da “Così parlò Zarathustra”).

Martedì sera, commentando Figli della Libertà a Modena, davanti a oltre cento persone, mi è scappato questo:

La rivoluzione non sarà quella che molti di voi si aspettano! Non ci saranno le ghigliottine. Non le barricate per le strade. Non ci sarà una nuova Giornata delle Tegole (la palla di neve che rotolando sarebbe diventata valanga). La rivoluzione sarà innanzitutto dentro di voi.

Mi sto quasi stancando di ripeterle, queste cose. Anche se so benissimo quanto ce ne sia bisogno. La Bastiglia è dentro di noi. E va cercata lì.

Se la troviamo e ne saremo capaci, espugniamo quella.