Che bello, lo shale! Ma che cos’è poi, lo shale?

Charlie Chaplin in “Tempi moderni”

In questi giorni si sente spesso parlare – anche sui media generalisti – del problema dell’approvvigionamento energetico. O meglio, del “non problema” di come ottenere energia.

Un paio di giorni fa, anche il Ministro per lo Sviluppo Economico, Corrado Passera, al forum di Comunione e Liberazione di Rimini, ha affrontato il tema, sostenendo che potremo presto soddisfare il nostro fabbisogno energetico avvalendoci di nuove risorse naturali che si stanno rivelando davvero a portata di mano.

Poche ore fa, infine, leggevo sul Sole24Ore che l’ultimo numero del magazine “IL” dedica una quindicina di pagine al tema dei rifornimenti energetici mondiali, rivelando – udite udite! – che non è affatto vero quanto affermano i catastrofisti dell’ambiente, che cioè il petrolio stia rapidamente esaurendosi, ma che ci troviamo invece alla vigilia di una fase nuova, in cui nuove e inconvenzionali risorse energetiche naturali saranno presto disponibili, sebbene di difficile – e più costosa – estrazione (potete voi stessi constatare qui il taglio fastidiosamente trionfalistico dell’articolo promosso dal Sole…)

Cavolo! Possibile che mi sia perso tutto questo tripudio di Kilowatt? E poi proprio adesso, che la benzina alla pompa supera in Italia i 2€ al litro, anche su rete urbana? Da non credere…!!! Ma allora… dove ho vissuto fino ad oggi???

Quindi, cerco di fare un po’ di luce su cosa sia questo gas non convenzionale, chiamato “shale”, di cui gongolano ormai tutti. Non sto ora a ripetere io qui quello che si può facilmente trovare sul web. Vi rimando piuttosto ad un altrettanto trionfalistico documento di EniScuola che spiega per bene tutto, ma proprio tutto su questo gas (tranne dove reperire rapidamente una buona boccia di Cartizze, per brindare alla lieta novella…).

Ai più curiosi, segnalo anche questo bellissimo video che spiega con semplicità, ma senza trascurare nulla, la tecnica estrattiva di questo gas: 

Non faccio commenti, per carità! Non vorrei infatti che su questa pagina finisse per caso qualcuno che si è trovato la casa distrutta dal terremoto in Emilia. Sebbene non vi siano ricontri scientifici di una correlazione diretta tra i due fenomeni, sembra però evidente come, per estrarre questo gas NON pressurizzato (a causa dell’impermeabilità dell’argilla che lo contiene), si debba fare un bel trambusto, là sotto…

Chiudo però con una mia riflessione, che immagino sia anche quella di ogni persona dotata di buon senso: se il petrolio NON stesse per finire, che motivo ci sarebbe per tutti questi trionfalismi da parte degli addetti ai lavori? Se questo trionfalismo fosse comunque giustificato dalla facilità di recupero dello shale, che motivo avrebbero Passera e l’ENI per volerci tranquillizzare, quando la distribuzione mondiale dello shale è concentrata nelle Americhe e in SudAfrica, mentre in Europa solo Francia e Polonia ne possiedono qualche giacimento?

La verità è che questi atteggiamenti sul principale problema che affliggerà il Terzo Millennio dimostrano due cose: 1) il picco del petrolio è davvero ormai alle porte e 2) questa “scoperta” dello shale è l’ennesima favoletta che vogliono rifilarci per farci credere che un altro secolo di crescita su larga scala sia ancora possibile, esportando per giunta il modello consumistico anche ad Oriente!

Questa gente – capiamolo! – non ha la minima idea di cosa significhino concetti come solidarietà intergenerazionale o rispetto per l’ambiente! A questa gente non frega un accidente di cosa accadrà al pianeta che verrà abitato dai loro figli, fra 50 anni. A questa gente non frega niente neanche… dei loro figli! O, nella più benevola delle ipotesi, questi non dispongono proprio dei prerequisiti culturali per capire la reale entità di questi problemi, immersi come sono nella loro forsennata e compulsiva ricerca del loro unico dio… il profitto.

Basta un po’ di buon senso, per capirlo. E ora, in alto i calici! …Perché questi qui, comunque, non dureranno! 😉

10 risposte a “Che bello, lo shale! Ma che cos’è poi, lo shale?

  1. Non importa se “datato” sempre interessante: hai letto l’articolo che Antonio Saltini ha pubblicato su Channel Giannella? Forse bruciando pannocchie…

  2. “Avanti signori e signore, non c’è niente di cui dobbiate preoccuparvi, il vostro rassicurante stile di vita non dovrà cambiare!”… Quanti lustrini e quanti paraocchi! L’uomo è strettamente legato all’ambiente in cui vive, ma… se ne è dimenticato!

  3. ed e’ vero…a questa gente non frega niente di come lasciano questa terra dopo che ci hanno fatto botte di soldi, non gliene frega una cippa che tutto questo possa avere effetti gia’ sui loro figli….rabbrividisco ogni volta che penso al filmato sulla mafia che controlla l’alimentare di saviano….e non ti nascondo che ho pianto nello scoprire che ci(si) avvelenano in nome di una villa, di auto e di una bella vita…..che schifo!

  4. Ciao Andrea, complimenti. Condivido in pieno l’articolo! E’ il primo che leggo di questo blog. Con un po’ piu’ di tempo leggero’ anche altri. 🙂

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