Una spelonca di ladri

“Avete trasformato la mia casa in una spelonca di ladri!”
(Luca 19, 45-48)
 

Mi scuso con chi lo ha già visionato, ma – non essendo stato accessibile per molti utenti – ripubblico il post di ieri:

Un’amica lettrice, che mi autorizza a riportarne i contenuti (ma che, per rispetto, evito di nominare), mi scrive questa mail:

Ciao Andrea, per me lo scollocamento personale e il downshifting passano attraverso delle scelte precise, personali, piccole e molto pratiche…   Questa è la mia interpretazione. Ho appena fatto un trasloco epico:-). Sono uscita da Roma anche se non di molto ma la differenza già si vede, dopo un anno di ricerca di una casa con della terra. Non ci sono riuscita purtroppo: perché ce ne sono poche e perché costano molto. Così ho fatto un primo passo e sicuramente il miglioramento è grandissimo.    La casa è molto più grande, con un terrazzo esposto a sud (su cui ho dei progetti) e un affaccio sulla campagna…   Sono piccolissimi passi, certo. Ma per me grandissimi.

Ti mando qualche foto perché avevo voglia di farti vedere il mio mobile del salotto fatto da me. Cassette della frutta buttate ai lati del mercato o regalate dal mio fruttivendolo. Le ho pulite, scartavetrate e pitturate… Ecco il risultato:

mobile salotto 018

Poi la mia lattuga che languiva nel mio balconcino di un metro per un metro e adesso è nel mio terrazzo al sole. In pochi giorni ecco il risultato. Poi il lattughino appena piantato e le carote nella mia “nursery”.

mobile salotto 008

Questo, per chi dice che senza soldi non si può fare niente! Non si possono fare delle cose, certo. Ma se ne possono fare moltissime altre. Almeno si può pensare, si può desiderare, progettare, adattare i progetti alle proprie misure e iniziare da qualche parte. Poi si vede…

Separatore

Si possono scrivere decine e decine di post. Si può disquisire su quale sia il modello ideale per il governo dell’economia e degli Stati. Si può, come sto facendo in questo momento, sentire in sottofondo lo streaming dei soliti, pallosissimi dibattiti sulla legge elettorale, i “forconi”, i Farinetti e gli altri (pochi) imprenditori del “made in italy” di turno (testimonial non-morti – cioè zombie – di un’imprenditorialità, invece, già morta e sepolta, unicamente animati da una convulsa reazione galvanica, ancora protesa al loro unico dio di sempre, cioè il Profitto). Oppure, ci si può emozionare ascoltando le citazioni di… Matteo (sigh!), il (non)nuovo che (non)avanza, sulla scena politica.

Certo, possiamo fare tutte queste cose. Ma, così facendo, non faremmo per il nostro futuro e per la nostra patria* neanche un millesimo – ripeto: neanche un millesimo! – del cammino che sta invece percorrendo la nostra amica lettrice!

Che, lei sì, si ostina a vivere low e pensare high… molto più “high” dei Farinetti, dei Renzi e di tutti quelli che, nonostante tutto, si muovono esclusivamente obbedendo al dogma dell’accumulo incondizionato che ha nome “capitalismo”: accumulo di profitto, di notorietà, di potere, di ricchezza, di appeal. Tutte cose effimere. Come, in fondo, loro stessi.

Dopo qualche giorno, la stessa amica lettrice mi ha scritto una seconda mail, informandomi – tra la rabbia e il rammarico – che il fruttivendolo (che fino a quel momento, dovendole buttare via, le aveva regalato le casse di frutta), vedendo crescere il suo interesse per l’insolito articolo, aveva deciso di… vendergliele. Certo, a due Euro l’una!

Lo so: ricavare regole universali da pochi e isolati casi particolari è inutile, oltre che sbagliato. Vero, verissimo. Bene, allora mi appoggerò a un altro caso individuale, un pochino più autorevole e accreditato, però, di quello delle cassette di frutta…

Parecchi anni fa infatti, come forse alcuni di voi ricorderanno, è capitato che un signore – attivamente impegnato nel sociale e pesantemente dedito al combattimento delle disuguaglianze distributive – entrando in un luogo sacro e scoprendolo invaso da mercanti e prostitute, si scagliasse contro di loro e,

[…] scacciando tutti quelli che vi trovò a comprare e a vendere, rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe e disse loro: “La Scrittura dice: La mia casa sarà chiamata casa di preghiera ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri“!

Chi, oggi, è davvero in grado di lanciare un messaggio, così silenzioso, pacificopotente, come quello della nostra amica lettrice? Quanto dev’essere forte, un messaggio, per essere ritenuto autentico e di esempio per tutti?

Queste libere iniziative, ricordiamolo, non vengono scatenate da un comizio del leader politico di turno. Non partono da un tentativo virale di evangelizzazione spirituale, praticata da un Pontefice apparentemente (e occasionalmente) più “low” dei suoi predecessori. No. Questi comportamenti sono incondizionatamente terreni e… soggettivi. Nascono e si sviluppano molto prima che qualcuno ce ne spieghi l’opportunità e la convenienza! Questi atteggiamenti partono (come spiega magistralmente Bianciardi nel suo capolavoro ”La vita agra“) in interiore homine.

PapaFrancescoAPP

La app per iPhone e iPad di Papa Francesco

Ed è per questo motivo – e solo per questo – che io, tra la app per iPhone di Papa Francesco e la lattughina cresciuta sul balcone di un metro per un metro, non avrò mai alcun dubbio…

Andrea

(*) A proposito: io sarò forse solo un nostalgico romantico, ma non riesco a chiamarla ”paese”, l’Italia! Riesco solo a chiamarla “patria”.

6 risposte a “Una spelonca di ladri

  1. Le “rivoluzioni silenziose” sono quelle che veramente cambiano qualcosa. Le rivoluzioni ufficiali alla fine vengono usate e quindi si rivoltano contro chi si fa ammazzare.
    Ma la gente vera, le Persone, queste piano piano, non tutte, si sveglia e alcuni si muovono.
    Sui giornali queste non sono “notizie”, ma nella Vita esistono.
    Peccato che la massa non le conosce 😦

    • Sono considerazioni in cui mi identifico in pieno, Alessandro. L’unica tua affermazione sulla quale mi sento di assumermi un impegno in più (perché, in fondo, lo sto già facendo) è l’ultima. La gente, pian piano, sta cominciando ad accorgersene. Occorrono persone e voci nuove per ribadire concetti vecchissimi. Io ci credo.
      Da quando ho avviato questo progetto, sto incontrando decine e decine di persone: tra incoraggiamenti, facili entusiasmi e qualche utilissima critica, l’unica cosa su cui tutti sono stati concordi è l’autenticità che dimostro quotidianamente. Con le mie parole e con le mie azioni.
      La strada è questa: ne sono certo.
      Ciao,
      Andrea

  2. I guru dell’immagine, quelli che si compiacciono di essere oltre la valutazione morale (lo chiamano realismo, come se non si potesse avere dei principi e stare lo stesso ben per terra)! Questi professori che sicuramente si occupano anche del Papa (magari su richiesta dello stesso, il ché sarebbe un qualcosa di piuttosto triste) dovrebbero accorgersi che, proprio a prescindere dai contenuti, il pontefice è attualmente sovraesposto, col rischio che suoni banale e vuoto persino quando i contenuti restino ricchi e condivisibili. Un po’ come le pubblicità, specie quelle spudorate o inserite nei palinsesti a tappeto.
    (Ma questa è un’altra…polemica. O è la stessa? “Compra Papa Francesco e il giorno ti sorride”?! Piuttosto che questo vuoi vedere che rivaluto persino Ratzinger?)

    • Esatto. Più o meno come: “Dove c’è Francesco, c’è casa.” oppure “Credi a Francesco: e sai a cosa credi!”.
      Meditate gente, meditate. 😉

      La prosopopea di un messaggio (giusto), inevitabilmente, lo inquina. Purtroppo.
      Ciao.

      • Ragazzi, sono stranamente in accordo con le vostre perplessità intorno al nostro Pontefice.. Siccome sono benevola di carattere, tendo ad imputare questa sovraesposizione al carattere sud americano dell’uomo più che a un disegno di successo mediatico. Certo corre parecchi rischi, ma si sa che crescendo gli onori crescono gli oneri. Attendo le prossime mosse: se il governo di una piccola nazione è complicato, immaginiamo cosa deve essere il governo della Chiesa, che ha diffusione mondiale.

        • Nessuno ha detto che sia una cosa semplice. Anzi!
          Il tuo commento mi fa però moltissimo piacere per almeno tre motivi (in ordine crescente d’importanza):
          1. Apprezzo tantissimo i commenti ai vecchi post (questo testimonia che il blog non è “liquido”, ma assai solido);
          2. Certifica che, anche su tematiche meno economiche, LLHT ha un’innata vocazione a cogliere con tempismo sfumature e aspetti che, nel tempo, possono rivelare verità anche importanti.
          3. Dimostra, se mai ce ne fosse stato ancora bisogno, la tua grandissima apertura mentale.

          Purtroppo, avendo conosciuto da molto vicino quanto il marketing sia importante per qualsiasi iniziativa, non ho mai potuto evitare di considerare quale dose di “strategia” possa nascondersi dietro l’attuale Pontificato!

          Non so se lo hai letto, ma in “C4: colpito, D2: affondato” provo a tratteggiare le nuove frontiere in campo di marketing strategico. Ora non si punta su vendita di prodotti o sollecitazioni sensoriali. Ma si punta tutto su stimoli valoriali e spirituali…

          Ciao,
          Andrea

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